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Vertenze: Società, verifiche con proporzione

del 23/06/2012
di: di Benito Fuoco e Nicola Fuoco
Vertenze: Società, verifiche con proporzione
In caso di accertamento sulle movimentazioni bancarie, ai maggiori ricavi presunti dalla somma dei prelevamenti e degli incassi ingiustificati devono essere accompagnati costi in percentuale congrua; ciò in ossequio al principio di capacità contributiva sancito dall'articolo 53 della Costituzione.

Queste sono le conclusioni a cui è pervenuta la Ctr di Roma nella sentenza n.124/38/12, depositata lo scorso 2 aprile.

La decisione riveste caratteri di novità, in quanto associa il riconoscimento di un incidenza percentuale di costi, a fronte dei ricavi presunti dalla somma dei prelevamenti bancari e degli importi riscossi che non trovano corrispondenza con i dati contabili del contribuente (ai sensi del primo comma dell'art. 32 dpr 600/73). La vertenza trae origine da un accertamento eseguito in capo ad una società di capitali romana, attraverso il quale l'amministrazione presumeva maggiori ricavi dalle movimentazioni bancarie relative ai conti correnti dei soci. L'accertamento veniva posto all'attenzione dei primi giudici, con ricorso presentato alla Ctp di Roma e respinto sotto tutti i punti; il contenzioso proseguiva, poi, nel successivo grado di giudizio.

I contenuti della pronuncia di secondo grado, con dispositivo di parziale accoglimento dell'appello proposto, hanno un tenore differente rispetto alle conclusioni del giudice di prime cure. In un primo momento, la commissione rileva come, in virtù della ristrettezza della base sociale della Srl accertata, sia lecito presumere, in assenza di prova contraria, che i conti dei soci facciano in realtà capo all'attività aziendale. Ma è il prosieguo della sentenza in commento a destare maggior interesse, laddove i giudici regionali giungono alla decisione di ridurre gli importi accertati riconoscendo un'incidenza di costi in percentuale, anche in presenza di maggiori ricavi desunti dagli incassi e dai prelevamenti bancari.

L'articolo 32 del dpr 600/73, al punto 2) del primo comma, legittima gli uffici dell'amministrazione finanziaria a operare una presunzione legale secondo cui «sono altresì posti come ricavi (...) i prelevamenti o gli importi riscossi nell'ambito dei predetti rapporti od operazioni» (bancarie), che non trovino corrispondenze o giustificazioni nell'impianto contabile dell'accertato. Al cospetto di tali accertamenti, gli orientamenti sinora prevalenti nella giurisprudenza tributaria avevano negato la possibilità di riconoscere un incidenza di costi, sull'assunto che «il contribuente non tende ad occultare i costi» estrapolato dalla nota sentenza della Corte di cassazione n. 18016/05.

È interessante, invece, il ragionamento operato dai giudici regionali di Roma, che ritengono comunque predominante il principio di capacità contributiva statuito dalla Carta costituzionale. «In ossequio al principio di capacità contributiva», si legge nelle motivazioni, «nonché delle indicazioni di cautela fornite dalla stessa a.f. con la circolare 32/E del 2006, la Commissione, contrariamente a quanto ritenuto dai primi giudici, ritiene applicabile il principio per il quale, in relazione ai maggiori ricavi accertati, si deve tener conto dell'incidenza percentuale di costi relativi, i quali vanno dunque detratti dall'ammontare dei prelievi non giustificati». Di conseguenza, la Ctr ha ridotto l'importo accertato, riconoscendo una decurtazione nella misura del 30% dei prelievi riscontrati, «percentuale che risulta equa in rapporto all'entità delle movimentazioni bancarie poste in essere ed ai maggiori ricavi accertati».

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