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Contributi: Il no all'evasione è un imperativo

del 21/06/2012
di: La Redazione
Contributi: Il no all'evasione è un imperativo
Ai contributi previdenziali non si scappa. In tempi difficili come quelli che stiamo vivendo, nei quali forse si chiedono i sacrifici più onerosi a coloro che da sempre agiscono in maniera corretta, la lotta all'evasione fiscale, compresa quella all'elusione e evasione contributiva diventa, oltre che un'azione doverosa e necessaria, un imperativo di giustizia ed equità.

Enasarco vanta nel campo una certa esperienza, affinata nel corso degli ultimi anni attraverso un'imponente riorganizzazione del settore e arricchita da strategie che individuano nella consulenza e nel supporto alle aziende una componente fondamentale dell'attività di vigilanza. I risultati non sono mancati anche nel 2011, tanto che la Fondazione è, tra gli Istituti di previdenza privatizzati, quello che recupera maggiori risorse.

I risultati del 2011. Nel corso dell'anno, la struttura di vigilanza ha realizzato una produzione ispettiva pari a quasi 4.500 verbali di accertamento, ottenendo risultati superiori all'obiettivo pianificato.

Il totale dell'accertato è appena sotto i 46 milioni di euro, con una media per accertamento di poco superiore ai 10 mila euro, mentre l'incassato a 30 giorni è di circa 17 milioni 500 mila euro.

La percentuale dell'incassato (38,7%) è decisamente alta, tenendo conto del fatto che non rappresenta l'intero valore poiché non comprende il calcolo di tutti gli importi derivanti dai verbali di accertamento che, pur non essendo incassati nei 30 giorni successivi alla notifica, hanno esito positivo nelle fasi successive (rateazioni, pratiche legali ecc.).

L'attività di vigilanza svolta nel corso dell'anno è stata alimentata, oltre che dalle eventuali segnalazioni esterne, da liste di aziende che vengono elaborate attraverso un lavoro di intelligence basato sia su piani di vigilanza attivati a livello locale sia sull'incrocio di dati acquisiti presso Pubbliche amministrazioni con quelli del database istituzionale.

Lo sviluppo dell'attività di intelligence e l'introduzione dal 2010 di strumenti di certificazione delle attività, hanno consentito un miglioramento quali-quantitativo della vigilanza ispettiva, al punto da portare la percentuale di verbali privi di contestazioni a una soglia fisiologica del 18% circa.

Ha influito notevolmente sul miglioramento del comparto anche una costante e professionale attività di formazione verso tutti gli addetti delle strutture periferiche.

Anche gli esiti del correlato contenzioso amministrativo, affidato (in accordo con il decreto legislativo 124/04) a un organo terzo, il Comitato regionale per i rapporti di lavoro della Regione Lazio, evidenziano la qualità del lavoro svolto. La percentuale degli esiti positivi è risultata infatti pari all' 81,4%.

Obblighi, tutele e nuove facilitazioni. Come si sa, gli ispettori di vigilanza dell'Enasarco, analogamente ai loro colleghi degli altri enti previdenziali gestori di forme di previdenza obbligatorie, sono investiti per legge di poteri di vigilanza, di accesso e di accertamento.

C'è quindi l'obbligo, da parte dei soggetti che vengono sottoposti a verifica ispettiva, di esibire alla Fondazione e ai suoi ispettori tutti i documenti amministrativi e contabili che possano essere utili alla corretta definizione dei rapporti oggetto di indagine. Il mancato rispetto di tale obbligo può causare sanzioni pecuniarie oltre che configurare degli illeciti penalmente rilevanti.

I poteri ispettivi consistono, essenzialmente, nel diritto di accedere ai locali delle aziende sottoposte ad accertamento allo scopo di esaminare ogni documentazione contabile e amministrativa relativa ai rapporti indagati (potere di accesso), e nella registrazione, all'interno del verbale, delle prove acquisite, delle dichiarazioni raccolte, delle notizie assunte e delle osservazioni effettuate allo scopo di stabilire, con la massima certezza possibile, i presupposti del rapporto assicurativo con l'eventuale conseguenza dell'imposizione dell'obbligo contributivo (potere di accertamento).

Come già sottolineato, questa attività viene oggi svolta, diversamente dal passato, attraverso un atteggiamento ispettivo decisamente meno «poliziesco» e sanzionatorio, orientato non soltanto a una verifica del rispetto degli obblighi contributivi, ma anche a fornire una piena collaborazione alle imprese sia per dare loro indicazioni utili per una corretta gestione dei rapporti futuri sia per risolvere le irregolarità emerse in sede di verifica ispettiva, spesso originate da errate interpretazioni normative piuttosto che da intenti elusivi o evasivi.

È proprio in questa ottica, dunque, che vanno inquadrati una serie di istituti e di agevolazioni previsti a tutela delle imprese. È importante riepilogarne alcuni tra i più significativi:

l'obbligo di redazione del verbale conclusivo anche nei casi di constatata regolarità (Art. 3, L. 335/95);

l'obbligo, previsto dal Collegato Lavoro (dlgs. 186/2010), di concludere ogni ispezione con un verbale anche qualora il primo accertamento fosse limitato al reperimento della documentazione aziendale e alla raccolta delle dichiarazioni (verbale di primo accesso ispettivo);

la necessità di dare indicazione completa delle attività di indagine compiute e dei documenti esaminati fino a quel momento, con l'espresso avvertimento che gli accertamenti sono ancora in corso (circolare ministero del lavoro n. 41/2010);

l'obbligo, per l'ispettore, di avvisare il datore di lavoro della possibilità di farsi assistere da un consulente o altro soggetto abilitato (circolare ministero del lavoro n. 41/2010).

Inoltre, con il nuovo Regolamento delle attività istituzionali della Fondazione, entrato in vigore nel gennaio di quest'anno, sono state introdotte importanti modifiche al regime sanzionatorio e alla disciplina delle rateazioni tese a una riduzione della sanzione in caso di adempimento immediato nonché a una più agevole gestione del debito.

Qualora, per esempio, la verifica ispettiva si concluda con l'ingiunzione del pagamento di contributi evasi, l'impresa sottoposta ad accertamento potrà beneficiare di una sanzione ridotta, pari al Tur (Tasso ufficiale di riferimento) +8 punti (attualmente 9%), invece di quella pari al 30% annuo dell'accertato, a condizione però che si proceda al versamento dei contributi richiesti entro 60 giorni dalla notifica.

Inoltre queste sanzioni sono ulteriormente riducibili nel caso in cui l'impresa fornisca una dichiarazione di riconoscimento del debito. La riduzione è di cinque punti se la sanzione da applicare è quella del 30% (evasione senza pagamento immediato), oppure di un punto in caso di sanzione ridotta (ipotesi di pagamento dei contributi entro il termine dei 60 giorni).

Nel caso in cui la ditta ritenga di richiedere una rateazione del debito, la Fondazione potrà concederla fino a un massimo di 24 o di 48 mesi.

Nel primo caso (rateazione di 24 mesi) è richiesto il pagamento di un anticipo pari al 10% del debito complessivo, mentre nel secondo caso (rateazione di 48 mesi) l'anticipo dovuto è del 15%. Va sottolineato che, oltre all'anticipo, e diversamente dal passato, non sono richieste ulteriori garanzie, tipo cambiali, fideiussioni ecc. Per di più, se la domanda di rateazione viene presentata entro 60 giorni dalla notifica del verbale la ditta, nel caso dell'evasione, beneficerà di una sanzione ridotta che è pari al Tur +10 punti.

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