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Meno responsabilità alle aziende, frodi Iva alleggerite

del 21/06/2012
di: di Debora Alberici
Meno responsabilità alle aziende, frodi Iva alleggerite
Il decreto sulla semplificazione fiscale diminuisce la responsabilità delle aziende coinvolte in una frode carosello. La società che ha ricevuto consapevolmente la fattura non dall'effettivo venditore ma da una cartiera può comunque dedurre i costi sostenuti per l'acquisto.

A questo nuovo e importante principio che segna una netta inversione di rotta sulle frodi carosello è giunta la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 10167 del 20 giugno 2012, ha accolto il ricorso di una grande azienda, una Spa, che aveva ricevuto fatture, regolarmente pagate, da una cartiera.

Insomma la pronuncia di ieri segna una brusca frenata su un tema già caldo e risolto in parte, a questo punto, da alcune norme contenute nel dl n. 16 di marzo 2012.

Ed è proprio alla luce delle nuove disposizioni che il collegio di legittimità ha affermato il principio di diritto per cui «in tema di imposte sui redditi, a norma dell'art. 14, comma 4-bis, L. n. 537 del 1993 nella formulazione introdotta con l'art. 8, comma 1, dl n. 16 del 2012, sono deducibili per l'acquirente dei beni i costi delle operazioni soggettivamente inesistenti, per il solo fatto che essi sono sostenuti nel quadro di una c.d. «frode carosello», anche per l'ipotesi che l'acquirente sia consapevole del carattere fraudolento delle operazioni, salvo che si tratti di costi che a norma del Tuir siano in contrasto con i principi effettività, inerenza, competenza, certezza, determinatezza o determinabilità».

Insomma unico paletto per la deducibilità è, come sempre avviene in questi casi, l'inerenza della spesa all'attività svolta dalla società.

La Suprema corte ha dunque ribaltato la decisione della commissione tributaria regionale dell'Emilia Romagna che aveva negato la deducibilità dei costi sulla valutazione che la società era consapevole della frode.

Motivano gli Ermellini che ai soggetti terzi – alla cui categoria appartiene la società contribuente – coinvolti nelle frodi carosello non è più contestabile, alla luce della nuova norma, la deducibilità dei costi, in quanto i beni acquistati non sono stati utilizzati direttamente per commettere il reato ma, nella maggior parte dei casi, per essere commercializzati, venduti. Sicché non è più sufficiente il coinvolgimento (anche consapevole) dell'acquirente in operazioni che siano fatturate da soggetto diverso dall'effettivo venditore perché non siano deducibili, ai fini delle imposte sui redditi, i costi relative alle predette operazioni. Resta comunque aperto il problema della concreta deducibilità dei costi in relazione ai principi di effettività, inerenza, competenza, certezza, determinatezza o determinabilità.

Ma non è ancora tutto. Le cose non cambiano sul fronte della indetraibilità dell'Iva che resta tale in caso di partecipazione consapevole alla frode.

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