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Ancora scontri, la riforma del lavoro non convince

del 20/06/2012
di: La Redazione
Ancora scontri, la riforma del lavoro non convince
Atmosfera rovente fra il braccio di ferro sugli esodati, e lo scontro sempre più acceso sulla riforma del mercato del lavoro. Se, infatti, il ministro Elsa Fornero dichiara che nel ddl all'esame dell'XI commissione della Camera «non c'è dogmatismo», e verrà monitorato per vedere se gli effetti «si discostano, e in quale misura, dagli obiettivi che ci si è posti», le parti sociali vanno all'attacco. La riforma «è una vera boiata», si lascia andare Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, «ma non possiamo che prendercela così: dobbiamo presentarci il 28 giugno» al consiglio europeo di Bruxelles con il testo approvato, come sottolineato più volte dal premier Mario Monti. Non è morbida Confprofessioni: il provvedimento è giudicato iniquo, e «ruota sul convincimento di poter vincolare la molteplice realtà dei nuovi modelli organizzativi del lavoro, prendendo come unico riferimento il lavoro subordinato a tempo indeterminato, e ponendo una sorta di divieto assoluto sui lavori cosiddetti atipici». Quanto all'Abi, l'associazione dei bancari, vorrebbe modificare il testo ampliando, rispetto agli attuali 12 mesi, la durata del primo contratto a termine senza necessità di indicarne le causali, e sopprimendo il riferimento alla contrattazione collettiva, al fine di prolungare l'intervallo tra diversi modelli a tempo determinato; l'organismo, inoltre, lancia l'allarme sugli esodati, sostenendo che quelli del settore creditizio sono in tutto 20 mila, ma sono solamente 17 mila 710 i tutelati dal decreto ministeriale. E, nelle stesse ore, Intesa Sanpaolo annulla l'accordo del 29 luglio che ne prevedeva circa 3 mila 500, con i sindacati che proclamano lo sciopero per il prossimo 2/7, assieme al blocco degli straordinari per il 30/6 e il primo luglio.
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