Consulenza o Preventivo Gratuito

Sentenze: Annotare fatture false non è reato

del 20/06/2012
di: di Alba Mancini
Sentenze: Annotare fatture false non è reato
Annotare fatture false nella contabilità aziendale non è reato. Infatti solo la presentazione della dichiarazione fa scattare la responsabilità penale dell'amministratore in carica, non essendo punibile, secondo le nuove norme, il tentativo. Motivando in questo modo la terza sezione penale della Corte di cassazione, sentenza 23229/2012, ha respinto il ricorso della Procura di Trento che chiedeva la condanna di un ex manager il quale, durante il periodi del suo mandato da amministratore aveva preso accordi e annotato false fatture nella contabilità. Del reato ora risponderà il nuovo vertice aziendale, entrato in carica poco prima della presentazione della dichiarazione. In favore di questa soluzione, dice Piazza Cavour, depone la norma contenuta nell'articolo 2 del dlgs 74 del 2000, ove la condotta è espressamente contemplata in quella di «indicare» in una delle dichiarazioni annuali relative alle imposte sui redditi o sul valore aggiunto elementi passivi fittizi. In stretta connessione con ciò, l'art. 6 dello stesso decreto ha previsto, inoltre, che il delitto in questione non sia comunque punibile a titolo di tentativo. È significativo, in proposito, che la stessa relazione ministeriale al decreto spieghi che la ragione della norma è quella di «evitare che il trasparente intento del legislatore delegante di bandire il modello del reato prodromico risulti concretamente vanificato dall'applicazione del generale prescritto dell'art. 56 c.p.: si potrebbe sostenere, difatti, ad esempio, che le registrazioni in contabilità di fatture per operazioni inesistenti o sottofatturazioni, scoperte nel periodo d'imposta, rappresentino atti idonei diretti in modo non equivoco a porre in essere una successiva dichiarazione fraudolenta o infedele, come tali punibili ex se a titolo di delitto tentato». Da ciò deriva che, dice ancora a chiare lettere il Collegio di legittimità, da un lato solo presentando la dichiarazione il reato può considerarsi perfezionato e, dall'altro, che, a differenza di quanto, in precedenza, stabiliva l'art. 4 lett. g) della l. n. 516 del 1982 (che puniva anche il semplice inserimento nella contabilità di fatture per operazioni inesistenti indipendentemente dall'allegazione alla dichiarazione), le condotte pregresse ad essa restano, sul piano penale, irrilevanti.
vota