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Per il comune di Milano l'Imu è solo in tre rate

del 14/06/2012
di: La Redazione
Per il comune di Milano l'Imu è solo in tre rate
Per il comune di Milano l'Imu prima casa si può pagare solo in tre rate. La curiosa interpretazione della legge è contenuta nella lettera che palazzo Marino ha inviato ai cittadini alle prese col pagamento dell'acconto in scadenza il 18 giugno. Nella missiva, datata 28 maggio, ma poco utile perché, a oggi, ricevuta da pochissimi residenti, il comune ha fatto i conti in tasca ai milanesi comunicando a ciascuno quanto dovuto sulla base dei dati catastali e anagrafici in suo possesso. Nella lettera, firmata dal funzionario responsabile Imu, viene riprodotta fedelmente la sezione «Imu e altri tributi locali» del modello F24 già compilata con il codice catastale del comune, il codice tributo per l'abitazione principale, l'importo della detrazione e quello netto da pagare. L'iniziativa, se fosse arrivata per tempo, avrebbe potuto anche essere utile per risparmiare ai contribuenti i cervellotici calcoli imposti dalla disciplina Imu. Ma perché tacere del tutto la possibilità di pagare in due rate (a giugno e a dicembre)? Nelle lettere l'importo indicato è solo quello di un terzo del totale calcolato sull'aliquota base del 4 per mille e anche la detrazione di 200 euro per l'abitazione principale viene rateizzata in tre tranche da 66,67 euro piuttosto che in due da 100 euro. Non solo. Nel campo «rateazione» vengono citati solo i codici 0102 (per il pagamento della prima rata dell'acconto) e 0202 (per il pagamento della seconda rata entro il 17 settembre), mentre viene completamente dimenticato il codice 0101 che identifica la volontà del contribuente di pagare l'acconto in rata unica entro il 18 giugno. Basta voltare pagina e le sorprese proseguono. La lettera sintetizza a beneficio dei cittadini le norme che regolano il pagamento dell'Imu. E quando si arriva alle modalità di pagamento si legge: «Per l'anno 2012 l'imposta dovuta per l'abitazione principale e per le relative pertinenze è versata in tre rate». «È versata» e non, come sarebbe stato più giusto (e più corretto a beneficio dei cittadini che preferiscano evitare ulteriori code e costi a settembre) «può essere versata». Perché? Al comune tutti tengono le bocche cucite. Qualcuno si lancia in qualche interpretazione suggestiva: «Sarà stata un'iniziativa del funzionario responsabile per agevolare i contribuenti». Difficile però che un funzionario possa prendere una decisione del genere senza un avallo politico. E poi, non bisogna essere geni della matematica per capire che scegliendo la rateazione in tre tranche si finisce per pagare il 66% dell'imposta prima del saldo di dicembre, mentre pagando in due rate l'acconto si riduce al 50%. Alla faccia dell'agevolazione.

Francesco Cerisano

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