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Apprendistato: Il parere non è obbligatorio

del 12/06/2012
di: Rosario De Luca presidente Fondazione Studi Consulenti del lavoro
Apprendistato: Il parere non è obbligatorio
Ma il parere di conformità richiesto dalla contrattazione collettiva in relazione al piano formativo individuale in apprendistato è obbligatorio o no? L'interrogativo, che continua residualmente a volteggiare in dottrina, non è tale considerato che la risposta è scontata. Il parere non è obbligatorio e tantomeno è obbligatoria l'iscrizione all'ente bilaterale di riferimento ai fini del mero rilascio di tale parere. La posizione dei consulenti del lavoro in materia è chiarissima ed è stata cristallizzata nella circolare n. 10/2012 della Fondazione Studi, che giunge a conclusioni giuridiche dettate dalla logica, dal diritto e dal buon senso. Quello che invece appare inusitato sono le insistite quanto illegittime richieste che continuano ad essere segnalate da tutto il territorio nazionale. Una sorta di tam tam che rende sordi rispetto alla reale portata dell'intera vicenda. Piegare il diritto agli interessi di parte non è esercizio virtuoso; anzi, è attività dalla quale bisognerebbe astenersi, specialmente in casi lampanti come questo. Ora non rimane che affidarsi alle sagge direttive ministeriali che non possono tardare ulteriormente. Fare chiarezza in questo ambito statuendo l'assenza dell'obbligo. È questione di civiltà giuridica e di certezza del diritto. È questione di buon senso, necessario per far cessare il mercimonio di cui sono destinatari attualmente gli imprenditori alle prese con richieste a volte fantasiose di enti sparsi ovunque. Non vi è dubbio infatti che la legge demandi al Ccnl, senza però alcun riferimento ad obblighi autorizzatori preventivi. Ma questo non significa che sia stata delegata dalla legge anche la modalità di controllo della congruità del percorso formativo, che rimane di competenza degli organi ispettivi e del giudice. Dunque, un obbligo che la legge non prevede ma che gli interessati inopinatamente introducono avallati da interpretazioni di parte, prive però di attendibilità giuridica. Ora non resta che attendere il pronunciamento del Ministero del lavoro che metta la parola fine a questo paradossale caso.

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