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Riforma ordinamento: ecco che emergono altre criticità

del 12/06/2012
di: di Gabriele Ventura
Riforma ordinamento: ecco che emergono altre criticità
Ancora veti sulla riforma forense. Le commissioni della camera incaricate di redigere i relativi pareri sul provvedimento approdato ieri in aula hanno infatti rilevato alcuni profili di criticità: riguardo l'ampliamento del novero delle attività riservate agli avvocati (art. 2, commi 5 e 6), che determinerebbe restrizioni alla concorrenza, e in riferimento all'iscrizione nella Sezione speciale dell'albo degli avvocati comunitari stabiliti che, così come disciplinata dall'art. 16, comma 4, sarebbe in contrasto con la normativa comunitaria. È quanto hanno osservato le commissioni Affari costituzionali, Attività produttive e Politiche dell'Unione europea, che hanno rilasciato pareri con condizioni. Ieri è iniziato in aula l'esame del ddl di riforma dell'ordinamento forense, con l'illustrazione del provvedimento da parte del relatore, Roberto Cassinelli (Pdl), il quale non ha esitato a richiamare il governo, che aveva espresso a sua volta criticità sui punti cardine del provvedimento (si veda ItaliaOggi del 7 giugno scorso). «Mi rammarico che il governo», ha detto Cassinelli, «con tutti i problemi urgenti che sono sul tappeto, stia tentando di dare una prova di virilità sul tema della riforma forense, invece di lasciare che una materia così delicata e soggetta a tante diverse sensibilità sia approvata nella sua sede naturale, il parlamento». Tornando ai pareri delle commissioni, è segnalato che «l'ampliamento del novero delle attività riservate agli avvocati (articolo 2, commi 5 e 6) appare suscettibile di determinare restrizioni alla concorrenza». Viene segnalato inoltre «che l'iscrizione nella Sezione speciale dell'albo degli avvocati comunitari stabiliti, come disciplinata dall'art. 16, comma 4, appare in contrasto con le disposizioni contenute nella direttiva 98/5/Ce, che all'articolo 3, comma 2 prevede che l'autorità competente dello stato membro ospitante procede all'iscrizione dell'avvocato su presentazione del documento attestante l'iscrizione di questi presso la corrispondente autorità competente dello stato membro di origine, e che essa può esigere che l'attestato non sia stato rilasciato prima dei tre mesi precedenti la sua presentazione». L'esame della riforma forense proseguirà oggi in aula.

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