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Il legale rappresentante non può impugnare l'avviso

del 08/06/2012
di: Debora Alberici La sentenza sul sito www.italiaoggi.it/documenti
Il legale rappresentante non può impugnare l'avviso
Il legale rappresentante di una società non può impugnare l'avviso di accertamento dei redditi dell'azienda a lui notificato personalmente. Infatti, al più, potrà contestare l'avviso di mora recapitato presso la sede sociale e stoppare quindi la riscossione.

Lo ha stabilito la Corte di cassazione con la sentenza n. 9282 del 7 giugno 2012.

Gli Ermellini, attingendo a un principio più generale, hanno motivato che «la persona che abbia la legale rappresentanza di una persona giuridica non è legittimata, per difetto di interesse, a impugnare l'atto notificatole, in quanto emesso nei confronti di un diverso soggetta giuridico. È ben possibile, infatti, al rappresentante medesimo, qualora l'esattore inizi l'azione di riscossione nei suoi confronti, impugnare l'avviso di mora, al fine di contestare il rapporto di rappresentanza e la propria responsabilità».

Anche il relatore, con pensiero condiviso dal Collegio decidente, aveva chiarito che la persona che, in un avviso di accertamento, è indicata erroneamente come legale rappresentante della società di capitali cui l'avviso è rivolto, è priva di interesse a impugnare l'avviso stesso, con la conseguenza che l'eventuale ricorso da essa proposto va dichiarato inammissibile. Di più. «Ed è indubitabile», dice ancora la Cassazione, «che tale carenza di interesse, ai sensi dell'art. 100 cpc, sia rilevabile anche d'ufficio in ogni stato e grado del processo».

In sostanza ad avviso della Suprema Corte di cassazione tutti gli atti impositivi della società devono essere notificato a questa direttamente e neppure il rappresentante legale può nulla contro il procedimento avviato dall'amministrazione finanziaria se il plico non viene prima recapitato nella sede sociale.

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