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Novità delega fiscale: abuso di diritto nero su bianco

del 08/06/2012
di: di Andrea Bongi
Novità delega fiscale: abuso di diritto nero su bianco
Riforma del catasto tenendo conto dei valori di mercato. Introduzione di una norma generale di definizione dell'abuso del diritto. Eliminazione degli adempimenti fiscali superflui o di scarsa utilità. Assimilazione dei redditi prodotti nell'esercizio di attività d'impresa commerciale e di lavoro autonomo.

Eccoli i «piatti forti» dello schema di disegno di legge delega al governo contenente le disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita.

La delega al governo per la revisione del sistema fiscale italiano, esaminato ieri per la terza volta dal Consiglio dei ministri (oggi ci potrebbe essere il via libera), assegna all'esecutivo il termine di nove mesi dalla data di entrata in vigore della legge delega e demanda a uno o più decreti legislativi l'introduzione dei principi e criteri direttivi indicati.

Il catasto dei fabbricati. La revisione del catasto è forse uno degli elementi di maggior importanza sul tappeto. Tenuto conto del carico fiscale che grava sulle proprietà immobiliari, ormai ai limiti dell'espropriazione forzata, la revisione delle rendite e dei valori immobiliari è fonte di immediata preoccupazione per i contribuenti, anche se la relazione tecnica che accompagna il provvedimento precisa che tale operazione è «...finalizzata a evitare un aggravio del carico fiscale per i contribuenti».

Le linee guida contenute nel disegno di legge delega prevedono che la revisione del catasto dei fabbricati dovrà avvenire attraverso procedure di collaborazione con i comuni, tenendo conto dei valori medi espressi dal mercato immobiliare e prevedendo meccanismi di adeguamento periodico dei valori e delle rendite.

Quello che dovrebbe nascere da questa opera di profonda revisione sarà dunque un catasto flessibile in grado di misurare e adeguarsi ai mutamenti degli scenari del mercato immobiliare basato sul superamento delle attuali unità di misura, i vani catastali, con i metri quadrati.

L'obiettivo è sicuramente ambizioso anche perché il punto di partenza, l'attuale catasto dei fabbricati, è tutt'altro che affidabile e sicuro. Chi, proprio in questi giorni, con l'Imu alle porte, si è dedicato a un riesame della propria situazione catastale si sarà reso conto di come molte variazioni siano ancora da recepire o siano state recepite in maniera errata o non conforme.

Elusione e abuso del diritto. L'altro obiettivo ambizioso del disegno di legge delega è quello di disciplinare normativamente l'abuso del diritto e l'elusione tributaria. Dovrà essere introdotta nell'ordinamento tributario una norma di carattere generale di definizione sia dell'abuso del diritto (configurazione per adesso confinata in ambito unicamente giurisprudenziale) sia dell'elusione fiscale. Tale norma dovrà avere una valenza generale e applicarsi a tutti i tributi sia diretti che indiretti.

La legge delega definisce anche i parametri entro i quali i due fenomeni dovranno essere codificati. Si tratta in particolare di introdurre una norma che definisca la condotta abusiva quale uso distorto degli strumenti giuridici idoneo a ottenere un risparmio d'imposta, codificando al tempo stesso situazioni giustificative legate alla presenza di esigenze extra tributarie non marginali. Un ritorno al passato insomma. Era infatti il lontano 1990 quando il legislatore provò a introdurre una norma generale antielusione sfociata poi, abbondantemente ridimensionata, nell'attuale articolo 37-bis del dpr 600/73 la cui rubrica è appunto «disposizioni antielusive».

Redditi d'impresa e lavoro autonomo. Altro obiettivo ambizioso del disegno di legge di riforma fiscale è l'assimilazione di tutti i redditi prodotti nell'esercizio di attività di impresa commerciale o di lavoro autonomo, con l'assoggettamento degli stessi a un'imposta unica separando la tassazione dell'attività dell'impresa da quella dell'imprenditore. Il reddito dell'imprenditore o del professionista del futuro sarà dunque un reddito configurato come remunerazione del proprio contributo lavorativo e assoggettato a Irpef nei modi ordinari, mentre verrebbe assoggettata all'imposta unica l'altra parte del reddito prodotto riconducibile all'organizzazione degli altri fattori della produzione.

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