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Dopo la grid parity l'ecoenergia sarà esportabile

del 07/06/2012
di: Angelo Di Mambro
Dopo la grid parity l'ecoenergia sarà esportabile
L'Europa delle energie rinnovabili deve guardare all'orizzonte del 2030, con l'obiettivo di integrare il mercato, aumentare gli scambi tra paesi e dare certezze agli investitori con un quadro normativo a lungo termine. È il sentiero tracciato dalla Comunicazione «Renewable Energy: a major player in the European energy market» adottata ieri dalla Commissione Ue. «Dobbiamo promuovere le rinnovabili in modo efficiente rispetto ai costi», ha detto il commissario Günther Oettinger, che significa «produrre energia eolica e solare dove sia sensato farlo da un punto di vista economico, commercializzandola poi in Europa come facciamo per altri prodotti». Parlando per esempi: l'Italia, che secondo le previsioni potrebbe raggiungere la grid parity nel fotovoltaico in un paio di anni, deve poter vendere senza troppe barriere amministrative l'energia a paesi europei meno baciati dal sole. Il processo comincerà già dalla prima parte del 2013, quando l'esecutivo Ue presenterà linee guida non vincolanti per gli stati membri su mercato energetico, armonizzazione dei regimi di sostegno, meccanismi di cooperazione e un rilancio dei progetti nel Nord del Mediterraneo, nell'auspicio di realizzare un mercato regionale delle energie rinnovabili integrato con il Magreb. Oettinger ha fatto riferimento anche ad alcuni elementi critici delle legislazioni nazionali, come il passaggio troppo brusco da un regime di incentivazione a un altro che non tiene conto degli investimenti in essere. Il commissario è tornato sui rilievi che i servizi della direzione generale energia hanno inviato al governo italiano circa il decreto di modifica del sistema incentivi. «Si tratta di un provvedimento che va nella giusta direzione», ha detto il commissario, «abbiamo avanzato suggerimenti che Roma non avrà difficoltà a prendere in considerazione».

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