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Avvocati, il tirocinio (retroattivo) a 18 mesi è prassi

del 06/06/2012
di: Gabriele Ventura
Avvocati, il tirocinio (retroattivo) a 18 mesi è prassi
Si allarga il fronte del nuovo tirocinio retroattivo per gli avvocati. Dopo Firenze e Rimini, infatti, anche l'ordine forense di Roma ha deliberato contro il parere del ministero della giustizia confermando che la norma sulla durata dei 18 mesi del periodo di pratica (art. 9, comma 6 dl n. 1/2012) si applica anche ai praticanti iscritti prima del 1° gennaio 2012. Mentre Venezia, che aveva optato per la retroattività della normativa, al momento ha deciso di non confermare e di restare alla finestra. Insomma, i Consigli dell'ordine forense stanno andando in ordine sparso e, a meno che il ministero della giustizia non decida di dare una nuova determinazione in merito, farà fede il bando per gli esami 2012/2013 che sarà emanato a luglio. Per il momento, però, i praticanti di tutti gli ordini professionali che hanno iniziato il tirocinio prima del 24 gennaio scorso sono col fiato sospeso. E, qualora chi ha già ricevuto il certificato di compiuta pratica dovesse vederlo revocato o non dovesse rientrare nei requisiti per gli esami, si annuncia un massiccio ricorso al Tar. «Il Consiglio ritiene», si legge nel verbale della delibera dell'Ordine di Roma, «di confermare, salvo diversa disposizione di legge, la propria precedente delibera che ha stabilito di applicare le norme sulla durata dei diciotto mesi del periodo di pratica anche ai praticanti iscritti precedentemente al 1° gennaio 2012, poiché l'ipotesi contraria determinerebbe una evidente disparità di tratta-mento in violazione dei principi costituzionali». Prima di Roma ci aveva già pensato Firenze. «I rischi, per gli iscritti», afferma il presidente, Sergio Paparo, «sono che le commissioni d'esame, qualora sollecitate, possano pretendere di sindacare sul rilascio del certificato di compiuta pratica. O ancora che in sede di bando venga indicato tra i requisiti il rilascio del certificato all'esito dei 24 mesi di pratica. In questo caso i singoli potrebbero impugnare il bando e sarebbe il caos». Non sta rilasciando certificati di compiuta pratica l'Ordine di Venezia. «Stiamo temporeggiando in attesa di ulteriori chiarimenti da parte del ministero», spiega il presidente, Daniele Grasso, «abbiamo informato delle nostre scelte i praticanti, dato che rilasciare certificati in questo momento potrebbe avere un effetto pregiudizievole sul risultato che otterranno al concorso. Ci confronteremo nei prossimi giorni con gli altri ordini del Veneto».

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