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Cassazione: concordato preventivo, revocabilità allargata

del 02/06/2012
di: La Redazione
Cassazione: concordato preventivo, revocabilità allargata
Il concordato preventivo è revocabile ancor prima che sia definitivo il giudizio per accertare quali sono le pendenze della società con il fisco. Lo ha sancito la Corte di cassazione con la sentenza n. 8767/12.

Il caso riguarda una srl milanese. Dopo l'istanza degli amministratori l'impresa era stata ammessa al concordato preventivo. Dopo qualche mese il Tribunale meneghino aveva revocato con decreto l'ammissione alla procedura avendo accertato un irreversibile stato di insolvenza dell'azienda, anche in relazione ad alcuni debiti con i fisco. In particolare secondo i giudici non c'era stata nessuna violazione dello Statuto del contribuente perché il verbale di contestazione dell'illecito tributario era si intervenuto prima della scadenza del termine stabilito per le osservazioni della difesa del contribuente ma tale emissione accelerata è prevista dalla legge in talune ipotesi.

Fra l'altro il Tribunale aveva anche precisato, e il punto verrà confermato anche in sede di legittimità, che non ricorreva la giurisdizione del giudice tributario dal momento che spetta al giudice ordinario il potere di accertare il credito tributario in via incidentale. Infatti il Tribunale aveva esaminato il verbale di contestazione al solo fine di verificare se i fatti in questo contenuti potessero o meno configurare una frode per evitare la revoca del concordato.

Contro questa decisione la società ha presentato ricorso alla Suprema corte ma senza successo. Infatti la prima sezione civile ha respinto tutti i motivi confermando e rendendo definitiva la revoca della misura, dichiarando, fra l'altro, l'irreversibile stato di insolvenza dell'azienda.

Debora Alberici

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