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Sì al cedolino elettronico dal Ministero del lavoro

del 01/06/2012
di: di Daniele Cirioli
Sì al cedolino elettronico dal Ministero del lavoro
Sì al cedolino elettronico. Può essere consegnato per e-mail, e non necessariamente posta elettronica certificata (Pec), e può anche essere reso disponibile in un'area riservata di un sito web a cui i lavoratori hanno accesso con password. Lo precisa il ministero del lavoro nell'interpello n. 13/2012.

Il cedolino elettronico. Il ministero risponde ai consulenti del lavoro che hanno chiesto di sapere se è possibile, per il datore di lavoro privato (nella p.a. il cedolino elettronico è già una realtà), assolvere agli obblighi della legge n. 4/1953 in merito alla consegna del prospetto paga, oltre che mediante l'utilizzo della posta elettronica certificata (soluzione che ha già ottenuto l'ok del ministero nell'interpello n. 1/2008, si veda ItaliaOggi del 12 febbraio 2008), anche attraverso un sito web, dotato di un'area riservata con accesso consentito al proprio personale mediante password individuale. In particolare, i consulenti chiedono se possa ritenersi sufficiente la semplice collocazione dei prospetti di paga di volta in volta elaborati (contestuale al pagamento mensile della retribuzione con bonifico bancario e/o con altro mezzo), nell'apposita area riservata del sito web, prospetti consultabili e scaricabili esclusivamente da parte del lavoratore interessato con una password individuale.

I chiarimenti. La risposta è affermativa. Il ministero richiama i chiarimenti forniti nell'interpello n. 1/2008 prima di tutto per ribadirli ma soprattutto per precisare la «legittimità della consegna del documento anche mediante posta elettronica non certificata», cioè a un comune indirizzo e-mail. Analogamente a quanto avviene in tema di obblighi di certificazione fiscale del sostituto d'imposta, spiega il ministero, la legge n. 4/1953 fa riferimento a un obbligo di «consegnare» il prospetto paga senza alcun richiamo alla necessità che sia consegnata in forma cartacea, con la conseguenza che non si ravvisa uno specifico divieto di trasmettere al lavoratore il documento per posta elettronica anche non certificata. Ciò, aggiunge il ministero, a condizione che sia garantita al dipendente la possibilità di entrare nella disponibilità del prospetto e di poterlo materializzare. Il ministero precisa poi di «ritenere possibile l'assolvimento degli obblighi di cui agli articoli 1 e 3, della legge n. 4/1953 da parte del datore di lavoro privato anche mediante la collocazione dei prospetti di paga su sito web dotato di un'area riservata con accesso consentito al solo lavoratore interessato, mediante utilizzabilità di postazione internet dotata di stampante e l'assegnazione di apposita password o codice segreto personale». Il ministero, inoltre, per garantire la verifica immediata da parte del lavoratore, ritiene necessario che della collocazione mensile dei cedolini risulti traccia nello stesso sito.

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