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Fuoriuscita Iva a credito è scomputabile subito

del 01/06/2012
di: Franco Ricca
Fuoriuscita Iva a credito è scomputabile subito
L'Iva a credito emergente dalla rettifica della detrazione per la fuoriuscita dal regime speciale dei nuovi minimi è scomputabile subito, in occasione del primo versamento periodico, senza attendere il versamento del saldo risultante dalla dichiarazione annuale. È quanto emerge dalla circolare n. 17 del 30 maggio 2012 (si veda ItaliaOggi di ieri), con la quale l'Agenzia delle entrate fornisce i primi chiarimenti sul regime fiscale di vantaggio (o dei nuovi minimi) scaturito dalle novità che l'art. 27 del dl n. 98/2011 ha apportato al regime disciplinato dall'art. 1 della legge n. 244/2007. La precisazione delle Entrate sulla rettifica della detrazione parrebbe risolvere i dubbi ricollegati alle disposizioni del dm attuativo del 2 gennaio 2008.

Cambio di regime fiscale. Il passaggio dal regime ordinario dell'Iva a un regime senza diritto di detrazione, e viceversa, comporta la rettifica della detrazione ai sensi del comma 3 dell'art. 19-bis2 del dpr 633/72. Rientra in tale ipotesi anche l'adozione o l'abbandono del regime speciale in esame, che non consente il diritto alla detrazione.

Questa rettifica riguarda l'Iva relativa a tutti i beni e servizi giacenti al momento del cambiamento di regime, compresi i beni ammortizzabili per i quali non sia decorso il periodo di sorveglianza (cinque anni dall'entrata in funzione, elevati a dieci per gli immobili).

Il comma 9 dell'art. 19-bis stabilisce che le rettifiche sono effettuate nella dichiarazione relativa all'anno in cui si verificano gli eventi che le determinano, sulla base delle risultanze delle scritture contabili obbligatorie.

Secondo tale disposizione, quindi, il contribuente che passa nel 2012 dal regime speciale al regime ordinario, dovrebbe attendere la presentazione della dichiarazione annuale relativa al 2012, e dunque il 2013, per eseguire e computare (in questo caso, a proprio favore) la rettifica. L'amministrazione, però, sino dalla circolare n. 328/1997, si è orientata nel senso che le rettifiche per mutamento del regime fiscale devono essere eseguite nella prima liquidazione periodica dell'anno nel quale avviene il mutamento di regime, e dunque, nell'esempio, nel 2012.

Minimi e nuovi minimi. Ciò detto in termini generali, va rilevato che, per quanto riguarda specificamente il regime in esame, la rettifica della detrazione è disciplinata anche dalle disposizioni dell'art. 1, comma 101, della legge n. 244/2007 e del dm 2 gennaio 2008. L'art. 7, lett. e) del decreto, in particolare:

- al primo periodo, stabilisce che il contribuente che adotta il regime speciale deve effettuare la rettifica nella dichiarazione annuale relativa all'anno precedente a quello dal quale trova applicazione il regime stesso;

- al secondo periodo, stabilisce che, in caso di passaggio al regime ordinario, la rettifica è effettuata nella dichiarazione annuale relativa all'anno dal quale trova applicazione tale regime, tenendone conto nel versamento a saldo dell'imposta relativa a tale anno.

Pertanto, in caso di adozione del regime speciale la rettifica a debito va eseguita subito, mentre in caso di ritorno al regime ordinario la rettifica a credito dovrà essere eseguita soltanto l'anno dopo, in sede di dichiarazione annuale, senza possibilità di scomputare l'imposta al credito nella prima liquidazione periodica relativa all'anno nel quale avviene il passaggio.

Invero, l'ultimo periodo della lett. f) del decreto stabilisce anche che, qualora, all'atto della cessazione del regime speciale, il contribuente avesse un residuo debito da rateazione dell'imposta dovuta per la rettifica eseguita al momento dell'ingresso nel regime speciale, (rateazione consentita dal citato comma 101), le residue rate devono essere versate immediatamente, nel primo versamento periodico successivo all'abbandono del regime speciale, al netto «della rettifica di cui al secondo periodo della lettera e)». Solo in questa particolare ipotesi, dunque, il decreto ammette lo scomputo immediato della rettifica a credito.

Al riguardo, la circolare dell'Agenzia, pur trattando la questione nell'ambito di detta ipotesi particolare, parrebbe opportunamente discostarsi dalla previsione della lett. e) del decreto, laddove chiarisce che «il contribuente potrà recuperare l'eventuale Iva a credito emergente dalla rettifica della detrazione a proprio favore già nel primo versamento periodico successivo alla fuoriuscita dal regime senza attendere la presentazione della dichiarazione annuale».

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