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Commercialista infedele: è il cliente che paga

del 31/05/2012
di: La Redazione
Commercialista infedele: è il cliente che paga
Se il commercialista presenta una dichiarazione infedele è sempre il contribuente a farne le spese. Infatti, al di là della condanna penale a carico del professionista, il cittadino paga la maggiore imposta e pure gli interessi legali.

Mentre per le sanzioni opera l'esimente contenuta nello statuto. Sono queste, in sintesi, le conclusioni raggiunte dalla Corte di cassazione con una interessante sentenza, la n. 8630 del 30 maggio 2012. La vicenda riguarda un piccolo imprenditore di Milano che si era affidato al fiscalista sbagliato per la presentazione della dichiarazione dei redditi. Infatti, questo aveva presentato una dichiarazione infedele. Il cliente lo aveva denunciati ottenendo una condanna penale e quindi l'accertamento dell'operazione truffaldina.

Ma questo non era bastato a sollevarlo da ogni responsabilità verso l'amministrazione finanziaria che aveva spiccato l'accertamento con tanto di interessi. Inutile l'istanza di fronte alla Ctp e poi alla Ctr di annullamento dell'atto impositivo. O meglio, il contribuente era stato esonerato solo da interessi e sanzioni. Ora la Cassazione, accogliendo il ricorso incidentale del fisco e respingendo quello principale del contribuente, ha peggiorato la posizione del cliente ritenendo dovute le maggiori imposte e pure gli interessi.

I compiti di elaborazione e trasmissione delle dichiarazioni, spiega la sezione tributaria, non valgono ad annoverare l'intermediatore tra i pubblici amministratori, né ad inquadrare il rapporto tra lo stesso ed il contribuente in ambito pubblicistico; inoltre, non risulta, affatto, che sia posta in essere alcuna attività nel senso appena specificato, ma, al contrario, risulta che il contribuente è stato ingannato e che sono stati falsificati dichiarazioni e documenti di pagamento, come da accertamento penale irrevocabile.

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