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Lavoro e criminalità organizzata: nuove prospettive

del 30/05/2012
di: di Paolo Pizzuti e Filippo Mengucci* * Componenti Commissione Diritto del Lavoro e Commissione Ammin
Lavoro e criminalità organizzata: nuove prospettive
In materia di criminalità organizzata l'attenzione del legislatore è concentrata nell'azione di contrasto agli arricchimenti mafiosi, con ripristino della piena legalità nelle realtà imprenditoriali che ad essa sono sfuggite per lungo tempo. Il patrimonio illecito viene normalmente colpito in due fasi: la prima attiene al sequestro preventivo, mentre la seconda, eventuale, riguarda la confisca a seguito di condanna.

Gli ultimi interventi, relativi alla Legge 181/2008 ed alla Legge 94/2009, che hanno modificato ed integrato la Legge 575/1965, ampliano il raggio di azione del responsabile della procedura giudiziaria, conferendogli nuovi poteri e rendendolo ancor più parte attiva del processo penale, di prevenzione e di confisca, con importanti compiti di custodia e gestione. Con il D.Lgs. 159/2011, poi, il legislatore ha riordinato la materia delle misure di prevenzione (c.d. Codice delle leggi antimafia) operando una ricognizione delle norme in vigore con alcune significative novità.

Si pone, tuttavia, qualche problema di convivenza con le norme in materia di diritto del lavoro e della previdenza sociale, mancando un testo legislativo che regolarizzi, in maniera compiuta ed unitaria, l'amministrazione delle realtà confiscate.

Innanzitutto, il custode dovrà valutare la situazione del personale dipendente. I lavoratori dell'azienda mafiosa si trovano spesso in una situazione di illegalità, sicché occorre sanare le situazioni irregolari predisponendo sia i contratti di lavoro che gli ordini di servizio necessari a specificare compiti e responsabilità di ciascuno.

Vi sarà poi la necessità di ottemperare alla revisione delle scritture del personale, delle posizioni contributive ed assicurative, alla istituzione/integrazione delle comunicazioni obbligatorie telematiche (SIL ex SAOL), del Libro Unico del Lavoro, del registro infortuni (ove ancora previsto a livello regionale), dei sistemi rilevazione paga e retribuzione e delle altre procedure in materia di sicurezza ed igiene sui luoghi di lavoro. Fondamentale è anche il controllo delle dichiarazioni obbligatorie ai fini fiscali e previdenziali e la comunicazione all'Agenzia delle entrate ed agli Istituti di Previdenza e all'Inail circa l'adozione della misura cautelare nei confronti dell'azienda. Altrettanto importante è la contestuale verifica del contenzioso pendente in materia di lavoro, previdenziale ed assistenziale, oltre che di quello civile, amministrativo e tributario, anche per evitare di incorrere in preclusioni e/o decadenze di termini.

Nell'ambito delle valutazioni che deve compiere il custode responsabile della procedura, il legislatore consente l'accesso all'istituto dell'integrazione in deroga, che può rappresentare, anche per il caso dell'amministrazione giudiziaria, una soluzione necessaria nelle situazioni di crisi per incremento di costi da legalizzazione.

Pertanto, il responsabile della procedura deve scegliere, sempre relazionando al Magistrato di riferimento che lo deve autorizzare, la politica da intraprendere nella gestione della procedura, decidendo per l'utilizzo degli ammortizzatori sociali o per altre procedure a salvaguardia dei livelli occupazionali (contratti di solidarietà difensiva, part-time, etc.) ovvero per procedure di gestione degli esuberi del personale (tenendo conto del settore di appartenenza e dei requisiti dimensionali dell'impresa in sofferenza).

La scelta può anche cadere sulla cessione o trasferimento temporaneo di tutta l'azienda o sue parti, ovvero sulla cessione consensuale dei contratti individuali di lavoro con patto di eventuale retrocessione. In alternativa, si può avviare un percorso di riconversione proponendo ai lavoratori occupati nell'azienda di rilevare una parte di essa o un suo ramo dopo l'avvenuta legalizzazione. La Legge 109/96 prevede infatti che l'azienda possa essere affittata ad una cooperativa costituita dai lavoratori dell'impresa stessa, peraltro senza oneri per lo Stato.

Un intervento di politiche a sostegno dei lavoratori delle suddette aziende è senz'altro auspicabile. In particolare, potrebbe essere utile prevedere:

1) l'utilizzo da parte del Custode dei contratti di prossimità previsti dall'art. 8 del D.L. 138/2011 convertito in Legge 148/2011. Come è noto, la norma dispone che possono realizzarsi specifiche intese con le organizzazioni sindacali più rappresentative con efficacia nei confronti di tutti i lavoratori dell'azienda, a condizione di essere sottoscritte sulla base di un criterio maggioritario relativo alle predette rappresentanze sindacali. Tali accordi possono disciplinare una serie di aspetti fondamentali del rapporto di lavoro, come le mansioni, l'orario di lavoro, i c.d. contratti flessibili, etc. Con questo nuovo strumento – fermi restando il rispetto della Costituzione, nonché i vincoli derivanti dalle normative comunitarie e dalle convenzioni internazionali sul lavoro – l'azienda può operare anche in deroga alle disposizioni di legge ed ai contratti collettivi nazionali di lavoro, in ragione di un interesse superiore dello Stato alla legalizzazione dell'impresa sottratta alle mafie;

2) Piani di emersione del personale irregolare con regimi contributivi agevolati in caso di stabilizzazione di lavoratori precari;

3) interventi con azioni di reimpiego e sostegno al reddito per i lavoratori, con il supporto delle Regioni;

4) interventi nelle aziende in stato di pre-crisi con azioni che prevedano l'utilizzo di ammortizzatori sociali e/o percorsi formativi a sostegno dei lavoratori;

5) interventi per aziende già consolidate o in fase di sviluppo con l'erogazione di incentivi per l'assunzione di nuovi lavoratori e la diversificazione di nuovi settori di intervento, percorsi formativi, assistenza tecnica per la pianificazione di piani d'impresa e, laddove se ne ravvedano le condizioni, start up per la creazione di cooperative tra lavoratori ai sensi della legge di settore.

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