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Patrocini a spese dello Stato L'Agenzia non è controparte

del 30/05/2012
di: Dario Ferrara
Patrocini a spese dello Stato L'Agenzia non è controparte
È il ministero della giustizia il legittimato passivo nel giudizio di opposizione avverso il decreto che liquida gli onorari dovuti ai difensori di chi è patrocinato a spese dello Stato: va escluso che la controparte dell'avvocato possa essere l'Agenzia delle entrate o il pubblico ministero nei procedimenti per la liquidazione degli onorari destinati a rimanere a carico dell'erario. Lo stabiliscono le Sezioni unite civili della Cassazione con la sentenza 8516/12, pubblicata il 29 maggio. Il massimo consesso nomofilattico fa chiarezza sulla natura dell'opposizione ex articolo 170 del Testo unico sulle spese di giustizia, che si riferisce al decreto di liquidazione degli onorari degli avvocati di chi beneficia del gratuito patrocinio (oltre che di custodi e ausiliari del giudice): il procedimento, anche quando si riferisce a attività espletate dagli avvocati nell'ambito di un giudizio penale, costituisce un autonomo giudizio contenzioso che riguarda una controversia di natura civile e incide su di una situazione soggettiva tale da avere la consistenza di diritto soggettivo patrimoniale. Ne consegue che deve considerarsi parte necessaria nel giudizio ogni titolare passivo del rapporto di debito oggetto del procedimento: la previsione di cui all'articolo 170 del dpr 115/02, allora, laddove indica i procedimenti di opposizione a liquidazioni inerenti a giudizi civili e penali suscettibili di restare a carico dell'«erario», quest'ultimo deve essere identificato nel ministero della giustizia che la vera parte necessaria. Il motivo? È su Via Arenula che gravano gli esborsi. La legittimazione passiva delle Entrate deve essere esclusa perché risulta fondata sulla non consentita applicazione analogica delle disposizioni in tema di legittimazione passiva previste dall'articolo 99 dpr 115/02 in relazione al procedimento di ammissione al gratuito patrocinio. Né la controparte può essere il pubblico ministero per gli onorari nel penale: la norma laddove richiama «l'erario» pare evocare lo Stato-Amministrazione, mentre il pm è parte nei processi e non è certo il titolare passivo del rapporto di debito su cui si controverte nell'opposizione alla liquidazione. Insomma: legittimato passivo è il ministero che per pagare gli avvocati gestisce in concreto le aperture di credito in favore dei funzionari delegati.

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