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Droga, paletti per l'aggravante della ingente quantità

del 29/05/2012
di: Dario Ferrara
Droga, paletti per l'aggravante della ingente quantità
Paletti certi per l'aggravante della «ingente quantità» nello spaccio di droga. L'aggravante non è ravvisabile quando la quantità dello stupefacente sequestrato è inferiore a 2 mila volte il valore massimo in milligrammi (valore-soglia) determinato per ogni sostanza nella tabella allegata al dm 11 aprile 2006. Se la quantità supera il valore-soglia, entra in gioco la valutazione discrezionale del giudice del merito. Il chiarimento arriva dalle sezioni unite penali della Cassazione che con una massima provvisoria pubblicata nelle ultime ore chiude un'annosa questione giurisprudenziale sull'aumento di pena per i trafficanti di cui all'articolo 80, comma 2, del dpr 309/90. L'alternativa posta dall'ordinanza di remissione indicava invece altri indici sintomatici presi in considerazione da un fortunato indirizzo giurisprudenziale secondo cui, al di là di soglie quantitative prefissate, è necessario valorizzare il grado di pericolo per la salute pubblica che deriva dallo smercio di un elevato quantitativo e la potenzialità di soddisfare numerosi consumatori per l'alto numero di dosi ricavabili. La questione dell'aggravante è già finita in passato davanti alle sezioni unite penali e gli orientamenti giurisprudenziali si sono poi di nuovo differenziati prendendo di volta in volta in considerazione, ai fini della configurabilità dell'aggravante, altri parametri come l'alto numero di tossicodipendenti destinati a essere soddisfatti dalla sostanza «incriminata» piuttosto che l'apprezzabile area di spaccio o il mercato territoriale di riferimento. Lo stesso giudice rimettente dubita della validità di indici fissi, ricordando che la giurisprudenza «ha elaborato parametri e criteri idonei a rendere concrete le fattispecie attenuate o aggravate in base a giudizi di valore che competono ai giudici del merito, ma secondo criteri la cui logicità viene poi definitivamente vagliata dal giudice di legittimità che non potrebbe stabilire, per esempio, che danno di rilevante gravità, in un reato che offende il patrimonio, è quello che supera i 100 mila euro (e neppure affermare che si ha speciale tenuità del danno quando non supera, ad esempio, i 100 euro)». Secondo lo stesso indirizzo interpretativo la fissazione di un predeterminato indice quantitativo, che oggettivamente segni il confine tra la quantità ingente e quella non ingente, non potrebbe che essere prerogativa del legislatore. Si torna invece un po' all'antico laddove è il valore ponderale, considerato in relazione alla qualità della sostanza e specificato in ragione del grado di purezza che conta ai fini dell'aggravante.

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