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Anci: dopo la prima rata l'Imu cambi o sarà rottura

del 23/05/2012
di: La Redazione
Anci: dopo la prima rata l'Imu cambi o sarà rottura
Nessuna novità per le aliquote Imu. Il governo non ha accolto le richieste dei comuni di ridurre di due punti le aliquote e lasciare tutto il gettito ai sindaci. Entro il 18 giugno dunque bisognerà pagare l'acconto calcolandolo sulle aliquote base: 4 per mille per la prima casa (con detrazione di 200 euro più 50 euro per ogni figlio under 26 residente) e 7,6 per mille sulle seconde case. Ma resta confermato che andrà interamente ai comuni solo il ricavato dell'Imu sull'abitazione principale mentre l'Imu sulla seconde case sarà divisa al 50% fra stato e municipi. La riunione di ieri a palazzo Chigi fra governo e Anci si è conclusa con un nulla di fatto nel breve periodo. Ma i sindaci si sono detti comunque soddisfatti per la disponibilità offerta dal governo a individuare soluzioni per trasformare l'Imu in una vera imposta municipale dopo il pagamento della prima rata. «Si apre da subito un confronto con il governo», ha dichiarato il presidente dell'Anci, Graziano Delrio, «non demorderemo finché l'Imu non tornerà a essere una vera tassa dei comuni altrimenti saremo costretti a una rottura istituzionale». Nell'incontro ha pesato come un macigno l'incertezza sul gettito dell'imposta (al centro anche di una polemica tra palazzo Chigi e l'Ifel, si veda ItaliaOggi del 19/5/2012). A difendere le stime del Mef è intervenuto il sottosegretario all'economia Vieri Ceriani che ha assicurato il massimo impegno del governo a individuare con precisione gli incassi dell'Imu ma anche i casi disobbedienza fiscale, l'unica incognita al momento in grado di far sballare i conti. Sul patto di stabilità Monti ha rimandato ogni discorso alle decisioni dell'Ue sul Fiscal compact. L'Anci ha chiesto che restino esclusi dai vincoli i comuni sotto i 5.000 abitanti (la manovra di Ferragosto del 2011 prevede l'estensione del Patto a tutti i gli enti sopra i 1.000 abitanti) e che le spese per investimenti non vengano computate nei saldi rilevanti. Il premier per il momento ha preso atto delle richieste e ha promesso un nuovo incontro tra 15 giorni. Importanti aperture si sono registrate anche sull'istituzione delle città metropolitane e su un ripensamento complessivo delle disposizioni del dl 138/2011 in materia di associazionismo comunale (art. 16). Il decreto milleproroghe ha fatto slittare il cronoprogramma per le gestioni associate al 30 settembre, ma l'Anci vorrebbe anticipare i tempi. «C'è il rischio che si sciolgano tutte le unioni che in questi anni hanno amministrato bene», ha osservato Andrea Di Sorte, vicecoordinatore della consulta piccoli comuni dell'Anci, «ecco perché le aperture del governo ci lasciano ben sperare». Monti ha assicurato che entrambi i punti saranno oggetto di immediata attenzione (se ne riparlerà l'11 giugno) indipendentemente dall'iter della Carta delle autonomie (ferma al senato) che comunque palazzo Chigi ha detto di voler rilanciare. Infine il governo ha promesso un fondo per favorire gli investimenti in infrastrutture.
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