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Società non operative, maggiore proroga dei versamenti

del 23/05/2012
di: Duilio Liburdi
Società non operative, maggiore proroga dei versamenti
La proroga dei versamenti di imposta da respiro alle società interessate dalle nuove disposizioni introdotte dalla manovra estiva in materia di società non operative e di soggetti anti economici. Questo non tanto per la determinazione del saldo relativo al periodo di imposta 2011 quanto, evidentemente, per la determinazione degli acconti per il 2012 anche in relazione alle possibilità di presentazione delle relative istanze di interpello. È questo uno degli effetti di maggiore rilievo che potrebbe derivare dall'adozione dell'ormai tradizionale dpcm di differimento delle scadenze tributarie legate al modello Unico 2012 interessato, in modo massiccio, da novità normative introdotte di recente nonché dal cronico ritardo con il quale sono messi a disposizione gli strumenti operativi per la verifica della congruità in materia di studi di settore.

Le nuove scadenze. Sulla scorta di quello che potrebbe essere il testo del dpcm, il primo appuntamento con i versamenti di imposta dovrebbe cadere il prossimo 9 luglio con un differimento dunque di quasi un mese rispetto alla scadenza ordinaria. L'ulteriore appuntamento, con la maggiorazione dello 0,4% dovrebbe poi essere al 20 agosto con un lasso temporale complessivo estremamente ampio e che precede di poco più di un mese il termine di presentazione dei modelli che, nella generalità dei casi, è fissato al 30 settembre 2012.

Gli effetti rispetto alle nuove normative. Le motivazioni del differimento sono abbastanza ovvie se si pensa che, nel 2011, il medesimo provvedimento era stato adottato in ragione del ritardo nella messa a punto degli studi di settore e per la cedolare secca. I versamenti da effettuare nel 2012 sono interessati da molteplici novità normative intervenute nel corso degli ultimi mesi e che riguardano, trasversalmente, tutti i soggetti passivi di imposta fermo restando, ad esempio, il medesimo ritardo nella elaborazione degli studi di settore. Un particolare aspetto riguarda i soggetti Ires nonché le società soggette a Irpef interessate dalle novità in materia di società di comodo e dalla introduzione del concetto di soggetto anti economico per effetto di quanto previsto dalla legge n. 148 del 2011. Particolare rilievo assume la norma che impone, in caso di perdite triennali o di biennio in perdita abbinato ad un periodo di imposta nel corso del quale è stato dichiarato un imponibile inferiore al minimo, la rideterminazione degli acconti di imposta con una maggiorazione di 10,5 punti percentuali in capo ai soggetti Ires. È evidente che il differimento in questione darà modo di attendere i chiarimenti dell'agenzia delle entrate in merito alla concreta applicazione della norma nonché la possibilità di presentare e attendere la risposta dell'agenzia delle entrate a fronte di un interpello laddove lo stesso si dovesse rendere necessario. In ogni caso, un chiarimento necessario attiene alla modalità con la quale si entra nell'obbligo di rideterminare l'acconto di imposta per il periodo 2012, primo anno di applicazione della norma. Da un punto di vista strettamente letterale una tesi che è stata illustrata prende come riferimento la rideterminazione dell'imposta 2011 come se la norma fosse già applicabile su tale periodo. In questo modo, dunque, il triennio «storico» comprenderebbe il 2008 che rileverebbe ai fini della determinazione dell'acconto al ricorrere delle condizioni previste dalla legge. In altri termini, il periodo di imposta 2008 in perdita sembrerebbe comportare l'obbligo di maggiorazione dell'aliquota ai fini dell'acconto mentre, un 2008 con un reddito superiore al minimo non implicherebbe tale adempimento. A fronte di situazioni nelle quali, invece, è il triennio 2009–2011 che comporta l'applicazione della nuova norma senza alcuna rilevanza concreta proprio per il periodo di imposta 2008. Da un lato è evidente che solo in relazione al periodo di imposta 2010 si ha una dichiarazione «chiusa» mentre, al momento di pagamento dell'acconto, la dichiarazione relativa al 2011 non è ancora definitiva. In tal senso, però, potrebbe essere immaginata una semplificazione dell'adempimento che muove su due aspetti:

- il primo potrebbe essere quello di considerare in maniera coerente lo stesso triennio interessato dalla nuova norma anche ai fini della rideterminazione dell'acconto. In fondo, da un punto di vista pratico, il reddito 2011 viene comunque determinato prima del momento di presentazione della dichiarazione;

- il secondo potrebbe riguardare la previsione di un periodo di «sospensione» della norma anche in considerazione del ritardo con il quale l'agenzia delle entrate sta procedendo nel mettere a disposizione i chiarimenti relativi all'ambito applicativo della nuova disposizione. Si potrebbe dunque ipotizzare una applicazione delle regole ordinarie che non tengono conto delle novità introdotte dalla legge n. 148 del 2011 in relazione al primo versamento di acconto rinviando, a un momento successivo, l'applicazione concreta della nuova norma e dunque quando il quadro interpretativo sarà definito e, con tutta probabilità, i contribuenti avranno in mano anche le risposte rese dall'Agenzia delle entrate alle istanze di interpello.

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