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Appalti, conta la moralità anche degli ex manager

del 19/05/2012
di: di Dario Ferrara
Appalti, conta la moralità anche degli ex manager
Chi compra l'azienda e vuole ottenere l'appalto pubblico deve documentare che il management uscente fosse in possesso dei requisiti di moralità per fare affari con la pubblica amministrazione. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato con la sentenza 10/2012, intervenendo su una fattispecie anteriore alla legge 106/11, che ha modificato il codice dei contratti pubblici.

Diritti garantiti. Bocciata la tesi che privilegia l'interpretazione letterale della norma, sul rilievo che ogni lettura estensiva finirebbe con ledere l'affidamento dei partecipanti, la par condicio tra i concorrenti e l'esigenza della più ampia partecipazione alla gare d'appalto, oltre che la libertà d'iniziativa economica costituzionalmente tutelata. Il punto è che non si tratta di individuare per estensione altre cause ostative ma di verificare se la norma già di per sé comprenda o meno ipotesi non testuali, ma pur sempre ad essa riconducibili sotto il profilo della sostanziale continuità del soggetto imprenditoriale a cui si riferiscono, sicché il soggetto cessato dalla carica sia identificabile come interno al concorrente. E Palazzo Spada ritiene che nella causa di esclusione in esame non può non ricadere anche l'ipotesi in cui affiori l'intento di eludere la norma in relazione a vicende in atto o prevedibili. Non bisogna dimenticare, infatti, che la ratio della norma è tentare di evitare che la criminalità metta le mani sugli appalti pubblici. Insomma, in caso di cessione d'azienda antecedente alla partecipazione ad una gara d'appalto il cessionario deve presentare la dichiarazione relativa al requisito di cui all'articolo 38, comma 2, lettera c), del dlgs 163/06 anche in riferimento agli amministratori e ai direttori tecnici che hanno operato presso la cedente nell'ultimo triennio (ora nell'ultimo anno).

Vantaggi e svantaggi. Il cessionario, comunque, può dimostrare che nel caso concreto è intervenuta completa cesura tra vecchia e nuova gestione, tale da escludere la rilevanza della condotta dei precedenti amministratori e direttori tecnici operanti nell'azienda ceduta nell'ultimo triennio (ora nell'ultimo anno). E se la dichiarazione non è presentata? Se il bando non contiene al riguardo una comminatoria di esclusione ad hoc, l'azienda potrà essere esclusa soltanto qualora sia effettivamente riscontrabile l'assenza del requisito di moralità in capo agli amministratori uscenti. La spiegazione, peraltro, va ricercata nell'antico brocardo latino «ubi commoda, ibi incommoda», vale a dire che chi subentra nell'azienda deve farsi carico degli svantaggi oltre che dei vantaggi che scaturiscono dal trasferimento dell'impresa. Il cessionario, come si avvale dei requisiti del cedente sul piano della partecipazione a gare pubbliche, così risente delle conseguenze delle eventuali responsabilità del cedente sullo stesso piano. Nel caso di specie al centro del mirino c'è un'azienda di Gomorra: l'operazione, all'ombra di sospette collusioni con la camorra, sembra posta in essere per mettere l'azienda ceduta al riparo da eventuali interdittive antimafia.

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