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Società fallite e riscossione: ipoteca rafforzata

del 19/05/2012
di: Pagina a cura di Debora Alberici
Società fallite e riscossione: ipoteca rafforzata
Più facile per il fisco riscuotere dalle società fallite. Infatti, l'ipoteca iscritta da Equitalia non è soggetta a revocatoria perché non è classificabile né come volontaria né come giudiziale.

Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 7911 del 18 maggio 2012, ha accolto il ricorso della società di riscossione.

La vicenda in Emilia Romagna. Equitalia aveva fatto istanza di ammissione al passivo in privilegio ipotecario per oltre 10 mila euro. Il giudice delegato lo ammetteva solo per 8 mila euro. In chirografo ammetteva gli altri due mila, in particolare escludendo il privilegio ipotecario. Ma la società di riscossione insisteva sul fatto che tutto il suo credito fosse privilegiato e quindi non revocabile. Ma il Tribunale aveva respinto l'opposizione dell'esattore sostenendo che la norma contenuta nell'articolo 67 della legge fallimentare (che regola, appunto la revocatoria) non trovasse applicazione se non in caso di ipoteca volontaria e giudiziale.

Contro questa decisione Equitalia ha presentato ricorso in Cassazione e lo ha vinto su tutta la linea. In particolare si trattava di capire che tipo di ipoteca fosse quella iscritta dall'esattore. Gli Ermellini, senza dare una risposta precisa a questa domanda hanno però accordato al fisco una via preferenziale per la riscossione dalle aziende ormai fallite.

In particolare la prima sezione civile ha motivato che «l'ipoteca in oggetto, non potendo essere ricompresa né nella categoria dell'ipoteca giudiziale né in quella dell'ipoteca volontaria, non può essere suscettibile di revoca ex art. 67, 1° comma n.4 1.f., che riguarda la revocabilità delle sole ipoteche giudiziali e volontarie. A conferma indiretta della correttezza della soluzione adottata, la pronuncia citata richiama la peculiare natura del credito fatto valere e la disciplina di favore a vantaggio del creditore che il legislatore ha inteso attuare a ragione della qualità del creditore, attribuendo efficacia di titolo esecutivo al ruolo formato dall'ufficio finanziario ai fini della riscossione a mezzo concessionario, e disponendo all'art. 89 del dpr cit. che i pagamenti di imposte scadute non sono soggette alla revocatoria prevista dall'art.67 1.f., così evidenziandosi il regime eccezionale e derogatorio assicurato all'amministrazione finanziaria a ragione delle finalità pubblicistiche della sua attività, individuabili nella necessità di favorire l'adempimento del debito fiscale e di assicurare, per quanto possibile, la pronta riscossione delle entrate erariali». Ora la prima sezione civile del Palazzaccio ha chiuso definitivamente il sipario della vicenda decidendo nel merito perché non sono necessari ulteriori accertamenti in fatto. Le pochissime decisioni sulla questione hanno, fra l'altro, motivato la compensazione delle spese processuali fra la società di riscossione e il fallimento.

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