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Per gli enti la differenza la fa l'attività commerciale

del 19/05/2012
di: La Redazione
Per gli enti la differenza la fa l'attività commerciale
Per gli enti operanti nei settori assistenziali, sanitari, previdenziali, culturali e ricreativi, esenzione limitata ai fabbricati destinati esclusivamente alle attività istituzionali, esercitate senza una vera e propria organizzazione imprenditoriale. Questo ciò che si evince dalla circolare sull'imposta municipale (Imu), introdotta in via sperimentale dal comma 1, dell'art. 13, dl 201/2011.

Innanzitutto, è opportuno evidenziare che sul tema delle agevolazioni e delle esenzioni si deve fare espresso ed esclusivo riferimento alle disposizioni inserite nei recenti provvedimenti (dlgs 23/2011, dl n. 201/2011, dl n. 1/2012 e dl n. 16/2012), non essendo più possibile applicare in automatico quelle stabilite dal legislatore in tema di Ici (dlgs n. 504/1992).

Poste alcune riduzioni, sia di base imponibile (50% per i fabbricati storici e artistici e per quelli inagibili e/o inabitabili) che di aliquote (fino allo 0,4% per gli immobili non produttivi di reddito fondiario e fino allo 0,38% per i «beni-merce»), ne fanno le spese gli immobili posseduti dalle camere di commercio che non sono più indicate, nel comma 8, dell'art. 9, dlgs n. 23/2011 (Federalismo fiscale).

L'ulteriore blocco è quello derivante dall'abrogazione dell'art. 59, dlgs n. 446/1997 attraverso il quale si impedisce agli enti comunali di introdurre esenzioni per le costruzioni possedute dallo stato, dalle regioni, dalle province, dalle comunità montane e dalle aziende sanitarie, non destinate all'esercizio di attività meramente istituzionali.

Si confermano, per espresso richiamo del comma 8, dell'art. 9, dl n. 201/2011, le esenzioni prescritte dal comma 1, dell'art. 7 del decreto istitutivo dell'imposta comunale (Ici), tassativamente limitate alle fattispecie indicate nelle lettere b), c), d), e), f), h e i), con ulteriori restrizioni.

Infatti, con riferimento agli immobili utilizzati dagli enti, di cui alla lettera d), comma 1, art. 73, dpr n. 917/1986 (privati e/o pubblici) l'esenzione si rende applicabile solo se le attività esercitate, ancorché necessariamente istituzionali, siano realizzate «con modalità non commerciali»; ciò vuol dire che le attività istituzionali non devono essere sviluppate con una specifica e consistente organizzazione di natura imprenditoriale.

Peraltro, l'art. 91-bis, dl n. 1/2012 ha introdotto un criterio attraverso il quale, in presenza di immobile utilizzato in modalità mista (commerciale e istituzionale), l'esenzione, da definire meglio con apposito decreto ministeriale, si rende applicabile solo alla frazione di unità nella quale si svolge l'attività non commerciale, «se identificabile attraverso l'individuazione degli immobili o porzioni di immobili adibiti a tale attività»; ove non risultasse applicabile il detto criterio, l'esenzione si proporziona sulla base delle indicazioni rilevabili da una specifica attestazione del contribuente, a partire dal 1° gennaio del prossimo anno (2013).

Con riferimento all'individuazione dei terreni esenti, in attesa del necessario provvedimento, la circolare avvisa che si deve far riferimento all'elenco allegato alla circolare n. 9/1993 del ministero delle finanze (risoluzione n. 5/Dpf/2003).

Infine, un chiarimento riguarda l'aspetto temporale dell'esenzione che si deve ritenere spettante per l'intero periodo di sussistenza delle condizioni richieste, mentre si conferma l'esenzione per gli edifici inagibili, anche parzialmente, collocati nei comuni abruzzesi colpiti dal sisma del 2009. (riproduzione riservata)

Fabrizio G. Poggiani

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