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Circolare sull'Imu: se l'Imu è zero non si versa acconto

del 19/05/2012
di: di Francesco Cerisano e Cristina Bartelli
Circolare sull'Imu: se l'Imu è zero non si versa acconto
Saranno esonerati dall'appuntamento con le prime due rate dell'Imu prima casa (18 giugno e 17 settembre) i contribuenti dei comuni che hanno deciso (aumentando la detrazione base di 200 euro sull'abitazione principale o riducendo l'aliquota del 4 per mille) di azzerare l'imposta. Sarebbe, infatti, illogico richiedere il versamento dell'Imu calcolata sulle aliquote di base per poi obbligare il contribuente a presentare istanza di rimborso al comune. I sindaci però, dopo che a luglio conosceranno i reali dati di gettito dell'acconto, potrebbero cambiare idea e modificare le aliquote entro il 30 settembre, chiedendo qualcosa ai propri concittadini. In questo caso i contribuenti dovranno versare il dovuto entro il 17 dicembre. È uno dei principali chiarimenti contenuti nella circolare sull'Imu (n.3/Df) diffusa ieri dal dipartimento delle finanze.

La nota contiene un'altra buona notizia in vista del pagamento della prima rata. E cioè che non ci saranno sanzioni e interessi per chi commette errori nel versamento o nel calcolo dell'imposta. In vista dell'appuntamento del 18 giugno, il Mef (tali e tante sono state le novità e le modifiche nella disciplina Imu) ha riconosciuto applicabile il principio previsto dallo Statuto del contribuente (art. 10, comma 3, della legge 27 luglio 2000, n. 212) relativo alla tutela dell'affidamento e della buona fede, nel caso in cui gli errori siano stati determinati da «obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull'ambito di applicazione della norma tributaria».

Trova conferma nella versione definitiva della circolare la possibilità di pagare l'Imu compensandola con eventuali crediti erariali da 730 (si veda ItaliaOggi del 16 maggio 2012). La nota firmata dal direttore generale delle finanze, Fabrizia Lapecorella, spiega come. Il credito da 730 potrà essere utilizzato per pagare l'Imu ma solo attraverso il modello F24, all'interno del quale dovrà avvenire la compensazione. L'F24 dovrà essere utilizzato anche se, per effetto della compensazione eseguita, il saldo finale sarà uguale a zero.

Il pagamento dovrà essere arrotondato per difetto se la frazione è inferiore a 49 centesimi, ovvero per eccesso se superiore. Poiché a ciascuna tipologia di immobile è associato un differente codice tributo, la circolare precisa che l'arrotondamento all'unità deve essere effettuato per ciascun rigo del modello F-24 utilizzato in modo da salvaguardare «le esigenze di omogeneizzazione dei vari tributi».

Trova conferma anche l'impossibilità di pagare l'Imu in un'unica rata (anticipato da ItaliaOggi del 16 maggio 2012) anche qualora i comuni abbiano deliberato le aliquote e le detrazioni prima delle scadenze del 18 giugno e 17 settembre. Le decisioni dei comuni non possono essere comunque considerate definitive e ciò non consente ai contribuenti di usufruire della facoltà di provvedere al versamento in unica soluzione.

I sindaci infatti potrebbero rideliberare le aliquote entro il 30 settembre 2012 e la stessa cosa potrà fare il governo entro il 10 dicembre con dpcm «per assicurare l'ammontare complessivo del gettito previsto per il 2012».

Palazzo Chigi contro l'Ifel. E proprio a proposito della querelle sul gettito (si veda altro a pezzo a pag.31) il governo con un secco comunicato ha smentito i calcoli dell'Ifel secondo cui per i comuni ci sarebbe un ammanco di 2,5 miliardi di euro. Palazzo Chigi ha confermato che il gettito complessivo dell'imposta sarà, come previsto nella relazione del decreto Salva Italia, di circa 21 miliardi di euro. Il governo ha chiarito che le stime del Mef «sono basate sui dati relativi a tutti gli immobili censiti negli archivi del catasto integrando le informazioni relative alle rendite catastali con i dati riportati nelle dichiarazioni dei redditi dei proprietari e con i versamenti Ici trasmessi telematicamente al dipartimento delle finanze».

I numeri dell'Ifel, invece, si basano su dati che solo il 15% del totale dei comuni ha fornito rispondendo a un questionario. Ragion per cui secondo il governo «non si tratta quindi di un campione rappresentativo». Infine, Mario Monti ha ricordato che i dati pubblicati sul sito del Dipartimento delle Finanze e utilizzati dai sindaci per la predisposizione dei bilanci di previsione sono frutto di un intenso lavoro di concertazione portato avanti nei mesi scorsi tra i ministeri competenti, l'Anci e l'Ifel.

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