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Reato fiscale in contabilità

del 18/05/2012
di: La Redazione
Reato fiscale in contabilità
Il contribuente risponde di emissione di fatture false ancor prima di averle denunciate in dichiarazione ma per il solo fatto di averle inserite in contabilità. È quanto chiarito dalla Cassazione con la sentenza n. 18929 di ieri.

Dunque, la terza sezione penale ha fatto una netta distinzione sui presupposti per la punibilità in caso di emissione di fatture (a fronte di operazioni completamente o parzialmente false) e la dichiarazione fraudolenta. Il primo è un reato di pericolo e il reato si configura per la semplice emissione, a prescindere dall'uso successivo del documento contabile. Il secondo, invece si configura in un secondo momento, con l'inserimento nella dichiarazione dei redditi. In un passaggio chiave della sentenza gli Ermellini hanno motivato: «Diverso è, invece, il momento consumativo del reato di emissione di fatture per operazioni in tutto o in parte inesistenti. In tal caso, invero, il legislatore, nel riprodurre nell'art. 8 del dlgs 74/2000 la fattispecie della emissione di fatture per operazioni in tutto o in parte inesistenti, già prevista dall'art. 4, primo comma lett. d), della l. n. 516/1982, ha lasciato inalterato il momento consumativo di detta fattispecie criminosa, che coincide con quello della emissione della fattura».

Sul fronte dichiarazione fraudolenta la Cassazione è ormai da tempo orientata nel ravvisare la consumazione del reato non prima di aver presentato all'amministrazione finanziaria il documento. Fra l'altro la «linea dura» su questo reato è ormai all'ordine del giorno: con una sentenza dell'anno scorso, la n. 41440, Piazza Cavour ha sancito che il reato di dichiarazione fraudolenta mediante l'uso di fatture per operazioni inesistenti scatta anche nel caso in cui l'importo è soltanto «gonfiato» ma alla base vi è pur sempre una transazione: l'oggetto della repressione penale, infatti, è ogni divergenza fra la realtà dei fatti e la sua rappresentazione nei documenti.

Insomma il reato previsto dal dlgs 10.03.2000, n. 74, articolo 2 sussiste in tre ipotesi: inesistenza oggettiva dell'operazione, quando la transazione non sia mai stata posta in essere nella realtà; inesistenza relativa, vale a dire se l'operazione vi è stata, ma per quantitativi inferiori a quelli indicati in fattura; sovrafatturazione qualitativa, cioè quando la fattura attesti la cessione di beni e/o servizi con un prezzo maggiore di quelli forniti.

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