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Commercialisti presidio di legalità

del 17/05/2012
di: di Pietro Buttitta coordinatore regionale Ungdcec Sicilia
Commercialisti presidio di legalità
La costante evoluzione e la complessità dell'impianto normativo in materia tributaria, societaria e contabile fanno si che al commercialista venga richiesto un impegno sempre più qualificato, sia da Enti e Istituzioni Pubbliche, sia da privati cittadini, e soprattutto dagli imprenditori.

Il codice di deontologia ci ricorda come il professionista possa svolgere la propria attività solo nell'interesse pubblico, e la tutela dell'interesse pubblico passa non solo per le attività quali quelle relative al supporto tecnico all'azione investigativa ed esecutiva dei magistrati e delle forze dell'ordine, con particolare riguardo alle procedure e ai reati di matrice economica e finanziaria, alle consulenze tecniche, civili e penali, in materia economico-aziendale, od alle attività nelle procedure concorsuali, l'interesse pubblico passa anche attraverso una prestazione di qualità nella materia contabile e nell'assistenza tributaria.

Tutte funzioni queste che il dottore commercialista è chiamato a svolgere nel rispetto di principi etici e deontologici, ben consapevole delle responsabilità civili e penale che possano derivargli da un comportamento non conforme ai principi enunciati.

Il dottore commercialista è chiamato quindi a ricoprire ruolo importantissimo nel sistema economico, fungendo da cerniera tra i vari soggetti che vi operano e le Istituzioni, svolgendo la sua attività nell'interesse pubblico. Questo lo ricorda anche la Suprema corte affermando, con la sentenza n. 9916 del 2010 che il commercialista non solo ha l'obbligo di vigilare sulla corretta applicazione della normativa, ma che egli stesso è gravato dal «dovere» di compiere un opera di educazione «civico-tributaria» nei confronti dei contribuenti. Ed è nell'ottica di questa affermazione che deve esser letta la successiva sentenza n. 13982/2012 con la quale, in riferimento alla responsabilità del professionista per reati tributari posti in essere in concorso con il cliente, ha ritenuto legittimo applicare nei confronti del professionista il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente dei beni a lui riconducibili.

È quindi inaccettabile che oggi il commercialista venga dipinto dai mezzi d'informazione come l'artefice di condotte antisociali quali l'evasione fiscale, come se fosse più spesso un faccendiere senza scrupoli, un nemico dello Stato piuttosto che un garante della legalità, dimenticando che oggi il dottore commercialista è tenuto ad osservare e rispettare nella sua attività la normativa sull'antiriciclaggio con quegli adempimenti che noi professionisti ben conosciamo.

Ecco, allora il titolo del convegno: «Il commercialista oggi, presidio di legalità nel complesso rapporto Impresa, fisco e giustizia». Un convegno voluto per affrontare e ribadire ancora una volta l'insostituibile, delicatissimo e responsabile ruolo che i dottori commercialisti, sono chiamati a svolgere nel sistema Paese e allo stesso tempo delineare le responsabilità e i rischi che incombono nello svolgimento della professione di commercialista, senza tralasciare, a questo proposito, i casi di contestazione della responsabilità ex dlgs 231/2001 nei confronti di attività professionali, anche alla luce dell'interpretazione estensiva del campo di applicazione della normativa.

Come associazione di categoria abbiamo il dovere di tutelare e valorizzare la figura del commercialista soprattutto nei confronti di quei giovani che si avvicinano alla professione. L'argomento del convegno sarà trattato con l'intervento di colleghi commercialisti e rappresentanti della Guardia di finanza, Agenzia delle entrate, Procura della repubblica.

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