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Esodati, ritenute rimborsate se la norma è illegittima

del 17/05/2012
di: La Redazione
Esodati, ritenute rimborsate se la norma è illegittima
I termini per chiedere a rimborso le imposte pagate in base a una norma dichiarata illegittima dai giudici comunitari decorre dalla pronuncia della Corte di giustizia. Ha quindi diritto al rimborso il contribuente che nel 2009 ha chiesto la restituzione dell'Irpef trattenuta sull'incentivo all'esodo percepito nel 2001, dopo che i giudici del Lussemburgo avevano definitivamente bocciato la normativa italiana nel gennaio 2008. È quanto ha deciso la Ctr Toscana con sentenza n. 92/1/12, depositata lo scorso 2 aprile, che ha respinto il ricorso dell'ufficio delle Entrate di Grosseto, già perdente in primo grado. Il principio è stato ribadito nei giorni scorsi da una pronuncia della 30° sezione della Ctr Sicilia. Il contenzioso toscano nasceva dal silenzio-diniego all'istanza presentata da un contribuente nel maggio 2009 relativa al rimborso della metà delle ritenute Irpef subite nel 2001 sull'incentivo all'esodo. L'art. 19, comma 4-bis del Tuir (nel testo vigente fino al 3/7/2006) prevedeva l'applicazione di un'aliquota agevolata su dette somme, pari al 50% di quella ordinariamente applicabile sul tfr, individuando l'età come elemento caratterizzante. In particolare, la norma era applicabile agli uomini che al momento dell'esodo avessero compiuto 55 anni e alle donne che ne avessero compiuti 50. Nel caso in commento il soggetto aveva più di 50 anni, ma meno di 55. La Corte di giustizia Ue, con sentenza del 21/7/2005 emessa nella causa C-207/2004, ha ritenuto tale norma in contrasto con il principio di parità di trattamento tra uomini e donne. L'Agenzia delle entrate, tuttavia, ha ritenuto che tale pronuncia non fosse vincolante per i giudici nazionali (risoluzione n. 12/E del 2006). Nuovamente sollecitata, la Corte Ue ha chiarito con ordinanza del 16/1/2008 (cause riunite da C-128/07 a C-128/07) che il giudice nazionale deve disapplicare «qualsiasi disposizione discriminatoria, senza doverne chiedere o attendere la rimozione da parte del legislatore, e deve applicare ai componenti della categoria sfavorita lo stesso regime che viene riservato alle persone dell'altra categoria». Verdetto che ha indotto le Entrate a fare marcia indietro con la circolare n. 62/E del 2008. Secondo la Ctr Toscana solo con quest'ultima ordinanza della Corte Ue «la situazione si è definita nei termini necessari perché si consolidasse in capo al contribuente l'onere di richiedere il rimborso». Pertanto il termine di decadenza ex articolo 38 del dpr n. 602/1973 nel 2009 non era spirato.

Valerio Stroppa

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