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Il termine riconquista flessibilità

del 12/05/2012
di: di Daniele Cirioli
Il termine riconquista flessibilità
Contratto a termine e apprendistato un poco più flessibili. Il primo raddoppia, da sei a dodici mesi, la durata della prima assunzione libera, cioè senza causa, dando facoltà ai contratti collettivi di prevedere che in alternativa l'assunzione libera possa aver luogo in caso di processi organizzativi. L'apprendistato, invece, esonera i piccoli datori di lavoro (con meno di dieci unità) dal vincolo della stabilizzazione dei precedenti rapporti di apprendistato per l'assunzione di nuovi apprendisti. Queste le principali novità introdotte dagli emendamenti dei relatori, Maurizio Castro e Tiziano Treu, depositati giovedì in senato e al voto da martedì prossimo in commissione lavoro al senato.

Le novità sul contratto a termine. La prima novità riguarda la liberalizzazione del primo contratto a termine (primo, cioè, tra lo stesso lavoratore e lo stesso datore di lavoro) per il quale non occorre una causa per giustificare il perché dell'istaurazione del rapporto a termine, anche se fatta tramite agenzia di lavoro (somministrazione a tempo determinato). In tal caso, cioè, il datore di lavoro non ha obbligo di specificare la ragione di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo cui ordinariamente è vincolata la legittimità del termine al contratto di lavoro subordinato. Il ddl di riforma prevede che ciò sia possibile purché il rapporto non superi i sei mesi; gli emendamenti dei relatori raddoppiano questa durata portandola a dodici mesi. Inoltre. introducono la possibilità per i contratti collettivi nazionali di prevedere, in alternativa, la libertà di assumere a termine (cioè senza causa) quando le assunzioni avvengano nell'ambito di un processo organizzativo, fino al massimo del 6% del totale dei lavoratori occupati nell'unità produttiva.

La seconda novità riguarda la riassunzione a termine, consentita oggi previo il trascorrere di un arco temporale prefissato dalla legge. Il ddl di riforma allunga questo limite temporale da 10 a 60 giorni in caso di contratto a termine di durata fino a sei mesi e da 20 a 90 giorni in caso di contratto di durata superiore (oltre sei mesi). Gli emendamenti dei relatori introducono la facoltà per i contratti collettivi nazionali di ridurre questi limiti temporali, stabilendone le condizioni, rispettivamente fino a 20 e 30 giorni, qualora l'assunzione a termine avvenga nell'ambito di un processo organizzativo determinato: da start up (avvio di una nuova attività); dal lancio di un prodotto o di un servizio innovativo; dall'implementazione di rilevante cambiamento tecnologico; dalla fase supplementare di un progetto di ricerca e sviluppo significativo; dal rinnovo o dalla proroga di una commessa consistente. In caso di inerzia della contrattazione collettiva, decorsi dodici mesi dall'entrata in vigore della riforma, sarà il ministero del lavoro a individuare le specifiche condizioni in cui operano le riduzioni, una volta sentite le organizzazioni sindacali.

Le novità sull'apprendistato. La buona notizia (in termini di un poco di flessibilità in più) interessa i piccoli datori di lavoro, quelli cioè con un numero di lavoratori inferiori a dieci unità. Due le modifiche. La prima riguarda il rapporto «3 a 2» a cui sono assoggettate le assunzioni di apprendisti, e che vuole dire che il datore di lavoro può assumere tre apprendisti ogni due lavoratori qualificati (con il minimo comunque di tre). Gli emendamenti dei relatori aggiungono che il «rapporto non può superare il cento per cento» per i piccoli datori di lavoro. Agli effetti pratici si tratta di una stretta, perché ad esempio l'azienda con sei dipendenti, tutti qualificati, con la regola del «rapporto» potrebbe assumere nove apprendisti e invece con la nuova previsione ne potrà assumere non più di sei. In cambio di questa stretta, però, gli stessi emendamenti prevedono l'esonero assoluto dei piccoli datori di lavoro dall'applicazione dell'altro vincolo, quello della stabilizzazione dei precedenti rapporti di apprendistato, per poter assumere nuovi apprendisti.

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