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Non è aria per il redditometro

del 12/05/2012
di: di Andrea Bongi
Non è aria per il redditometro
Redditometro nel congelatore. A rischio l'avvio di giugno visto che i risultati delle simulazioni non danno ancora garanzie sufficienti della correttezza delle funzioni di stima introdotte per la gestione del calcolo del reddito complessivo netto dei nuclei familiari italiani. E dunque il rilascio del software è ancora senza data.

Con l'Unico 2012 ormai alle porte ed il modello 730 nel pieno della sua operatività sembra ormai veramente difficile che da Sose arrivino, in tempi utili, nuovi segnali sul c.d. Redditest (software di stima del reddito sintetico sulla base del tenore di vita dei contribuenti).

È questo il quadro delineato da alcuni rappresentanti delle categorie economiche durante un incontro di studi organizzato dalla Cna di Pistoia.

Secondo quanto emerso in tale sede sono proprio i risultati e le sperimentazioni condotte sui circa quattromila casi inviati dalle associazioni di categoria ed ordini professionali ad aver imposto uno stop ai lavori di predisposizione del software. Troppe le anomalie registrate e gli scostamenti, anche eclatanti, misurati dalla versione sperimentale del prodotto per poter pensare di diffonderlo in tempio brevi.

Ma oltre ai suddetti problemi di natura tecnica ci sono forse anche motivazioni di natura politica che potrebbero suggerire all'amministrazione finanziaria di soprassedere, almeno per ora, all'uscita del nuovo software per la verifica del reddito sintetico. Il clima nel paese e le difficoltà di contribuenti ed imprenditori sembrano infatti sconsigliare ulteriori giri di vite e vessazioni fiscali che il nuovo applicativo software sembra portare con sé.

In alternativa all'uscita del vero e proprio software di calcolo l'amministrazione potrebbe decidere di utilizzare una prima versione sperimentale del Redditest da utilizzare non per il calcolo del reddito sintetico di ciascuno dei 55 nuclei familiari che formano il suo universo campionario, ma bensì per selezionare le posizioni a maggior rischio di evasione sulla quale concentrate poi le attenzioni degli uffici periferici delle entrate.

In ogni caso, qualunque sia la decisione finale dell'amministrazione finanziaria, resta il fatto che anche i redditi 2011 saranno orfani della necessaria verifica fra il reddito complessivo netto dichiarato dai contribuenti e quello sinteticamente accertabile sulla base del nuovo paniere di beni e servizi, voluto dal legislatore a seguito della riforma del redditometro operata con il DL 78/2010.

Forse il problema è all'origine. L'operazione è sembrata fin da subito troppo ambiziosa per poter essere rapidamente ed equamente portata a conclusione.

L'aver inserito oltre cento voci di spesa e suddiviso l'universo delle persone fisiche italiane in ben 55 nuclei familiari distinti, ha comportato necessariamente tutta una serie di problematiche di natura statistico-matematica che nemmeno la Sose è riuscita a gestire e risolvere in breve tempo.

Peraltro il suddetto paniere di beni e servizi è composto da voci che non sono presenti nell'anagrafe tributaria ma che devono essere acquisite solo a seguito di specifiche campagne di acquisizione sul territorio o su specifica richiesta al contribuente.

Tutto ciò comporta ovviamente una serie di problematiche di non facile soluzione nel passaggio fra censimento delle spese e dei servizi indicativi del tenore di vita del contribuente e la costruzione della funzione di stima.

Le categorie economiche sono invece favorevoli all'incremento della franchigia da accertamento sintetico introdotto dalla manovra Monti per i soggetti congrui e coerenti agli studi di settore. I titolari di redditi d'impresa e di lavoro autonomo in linea con le risultanze di Gerico troveranno infatti una maggiore protezione dalle stime del nuovo redditometro come vero e proprio premio della loro fedeltà fiscale nei confronti dello studio di settore.

Altro fronte caldissimo di perplessità è costituito dalla possibilità di inserire in dichiarazione dei redditi la facoltà per i contribuenti di adeguarsi alle risultanze del calcolo sintetico. Anche su tale problematica il giudizio delle categorie economiche rappresentate in Sose è di assoluto scetticismo.

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