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Dal 2013 la fattura è più leggera

del 03/05/2012
di: di Franco Ricca
Dal 2013 la fattura è più leggera
Nel 2013 le fatture perderanno peso. Entro il 31 dicembre, gli stati membri dovranno adottare le disposizioni attuative della direttiva 45/2010/UE del 13 luglio 2010, che introduce modifiche alla direttiva 2006/112/CE volte a semplificare ed armonizzare meglio le regole in materia di fatturazione delle operazioni Iva. Tra i punti qualificanti della direttiva, l'introduzione della fattura semplificata e una deregulation sulla fattura elettronica. Si parte, anche in caso di mancato recepimento, l'1/1/2013.

L'obbligo di emissione della fattura. Nel nuovo art. 219-bis della direttiva 112, aggiunto dalla direttiva 45, si dice che, in via di principio, la fatturazione è soggetta alle norme dello stato membro nel quale l'operazione si considera effettuata, salvo che il fornitore sia stabilito in uno stato membro diverso da quello nel quale l'imposta è dovuta. Dall'obbligo di fatturazione, secondo il riformulato art. 220 della 112, vengono esclusi gli acconti corrisposti in relazione alle cessioni intracomunitarie di beni non imponibili nel paese di origine. L'emissione della fattura, inoltre, non sarà obbligatoria per le prestazioni di servizi esenti ai sensi dell'art. 135, paragrafo 1, lettere da a) a g) della direttiva, ossia le operazioni assicurative, creditizie e finanziarie, fatta salva la facoltà per gli stati membri di imporre comunque la fatturazione di tali operazioni, quando effettuate nel proprio territorio.

La fattura semplificata. Il nuovo art. 220-bis prevede l'entrata in scena della fattura semplificata. Gli stati membri dovranno infatti consentire ai contribuenti, nei seguenti casi, di emettere una fattura semplificata: a) quando l'importo della fattura non supera 100 euro o il corrispondente controvalore nella moneta nazionale; b) quando la fattura emessa è un documento o un messaggio considerato come fattura ai sensi dell'art. 219, ossia un documento o messaggio che modifica e fa riferimento in modo specifico e inequivocabile a una fattura iniziale (in sostanza, una nota di variazione). Il contenuto della fattura semplificata, tuttavia, non è definito in termini vincolanti, giacché l'art. 226- ter stabilisce che gli stati membri prevedono l'obbligo di indicarvi almeno i seguenti elementi: data di emissione; identificazione del soggetto passivo che effettua la cessione o la prestazione; identificazione del tipo di beni ceduti o di servizi resi; importo dell'Iva da pagare o i dati che permettono di calcolarlo; nel caso delle note di variazione, il riferimento specifico e univoco alla fattura iniziale e le indicazioni specifiche che costituiscono oggetto di modifica. Non sarà però ammessa la fattura semplificata in relazione alle «vendite a distanza» e alle cessioni intracomunitarie ed assimilate, nonché nel caso in cui l'operazione sia effettuata da un soggetto passivo non stabilito e debitore dell'imposta sia il cessionario/committente.

La fattura elettronica. Il legislatore Ue attribuisce importanza alla fatturazione elettronica, che secondo le premesse della direttiva 45 può aiutare le imprese a ridurre costi ed essere più competitive. Da qui l'obiettivo di rivisitare la materia per eliminare oneri e barriere esistenti che ostacolano il ricorso a tale tipo di fatturazione. A tale scopo, viene stabilito che l'autenticità e l'integrità delle fatture elettroniche potranno essere assicurate anche ricorrendo a talune tecnologie esistenti, quali la trasmissione elettronica di dati (EDI) e le firme elettroniche avanzate, fermo restando che, poiché esistono altre tecnologie, i soggetti passivi non devono essere vincolati ad una particolare tecnologia di fatturazione elettronica. In conformità con i suddetti obiettivi, il riformulato art. 232 stabilisce semplicemente che il ricorso ad una fattura elettronica è subordinato all'accordo del destinatario, mentre il successivo art. 233 non detta più vincoli in merito ai sistemi di autenticazione, limitandosi a menzionare taluni possibili metodi. In linea di principio, pertanto, «ogni soggetto passivo stabilisce il modo in cui assicurare l'autenticità dell'origine, l'integrità del contenuto e la leggibilità della fattura. Ciò può essere realizzato attraverso controlli di gestione che creino una pista di controllo affidabile tra una fattura e una cessione di beni o una prestazione di sevizi».

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