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Il distributore può scalare spese di sponsorizzazione

del 28/04/2012
di: Debora Alberici
Il distributore può scalare spese di sponsorizzazione
La società italiana distributrice esclusiva del prodotto estero può detrarsi le spese di sponsorizzazione del marchio di cui è titolare la casa madre. A questa interessante conclusione è giunta la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 6548 del 27 aprile 2012, ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate che aveva negato a un distributore italiano di macchine fotografiche in esclusiva la detrazione per i costi di sponsorizzazione. Dunque, ad avviso degli Ermellini che nelle lunghe motivazioni hanno ripercorso le dinamiche giuridiche del contratto di sponsorizzazione, «nel caso in cui lo sponsor sia il distributore esclusivo, per l'Italia, di un determinato prodotto, dalla sua relazione d'affari con il produttore, e dal fatto che anche quest'ultimo tragga vantaggio dalla maggiore diffusione del suo marchio presso i consumatori, non può trarsi - in via automatica - la conclusione per cui egli sia un contraente per conto altrui, e non nel proprio interesse, dovendo - per contro - tale eventualità essere accertata in fatto, nelle singole fattispecie concrete». Questo perché la sponsorizzazione si concreta nella commercializzazione del nome e dell'immagine personale del soggetto - si traduce, al contempo, per lo sponsor, in una forma di pubblicità indiretta, consistente nella promozione del marchio o del prodotto che si intende lanciare sul mercato. E, sotto tale profilo, - non a caso si suol dire, nel linguaggio corrente, che la pubblicità e l'anima del commercio - l'inerenza, ai fini fiscali, dei costi della sponsorizzazione all'attività di impresa, qualora lo sponsor sia lo stesso titolare del marchio o il produttore del bene da promuovere, non pare seriamente dubitabile.

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