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È pronta la riforma delle professioni tecniche

del 26/04/2012
di: di Benedetta Pacelli
È pronta la riforma delle professioni tecniche
Le professioni tecniche ai nastri di partenza sulla riforma delle professioni. Sebbene sia compito del ministero della giustizia emanare, entro il 13 agosto (salvo proroghe, si veda anche ItaliaOggi del 25 aprile), il dpr di riordino del sistema, le categorie dell'area tecnica non sono rimaste a guardare. E hanno già elaborato un loro pacchetto di proposte in attuazione dei principi contenuti in quattro diversi provvedimenti (legge 148/2011; legge di stabilità 183/2011; decreto salva Italia 201/2011; decreto-legge 24/01/ 2012, n.1). Pacchetto che, seppure in continua evoluzione, è già approdato in quei tavoli del ministero della giustizia dove, due volte alla settimana, i componenti dell'ufficio legislativo si riuniscono per cercare di assemblare i pezzi del puzzle delle diverse categorie. Una quadratura del cerchio non facile e che, nel caso del documento preparato dai rappresentanti dell'area tecnica, punta a garantire e salvaguardare le peculiarità delle singole categorie, anche se affini, con ordinamenti completamente differenti. Il tutto cercando poi, di trovare lo spazio per inserire i principi contenuti nell'emendamento al decreto sulle liberalizzazioni (convertito nella legge n. 27/2012, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 71 del 24 marzo 2012) di fondere in un unico albo figure che svolgono attività affini. E, quindi, fare in modo che il dpr di riforma stesso individui lo strumento più adatto per applicare la norma.

La disciplina che cambia. Una delle novità principali recepite nel pacchetto e destinata a cambiare il mondo delle professioni oltre che la funzione degli ordini è quella che riguarda la revisione delle sanzioni disciplinari. Le funzioni sono affidate per la prima volta a soggetti esterni agli stessi consigli nazionali. Ed è previsto l'innalzamento della soglia di attenzione per punire i professionisti inadempienti. Le funzioni disciplinari, dunque, in futuro saranno affidate a comitati territoriali e nazionali, «organismi indipendenti, composti da soggetti di comprovata esperienza», nominati dai consigli degli organismi professionali di riferimento tra i professionisti iscritti da almeno cinque anni (per quelli territoriali) e da almeno dieci (per quelli nazionali), e con il compito preciso di prendere provvedimenti disciplinari nei confronti di professionisti che hanno violato il codice deontologico. Questo è scritto nero su bianco, dovrà essere rispettato da ogni professionista o società o associazione iscritta al relativo albo e, ogni sua violazione, costituisce illecito disciplinare. Chi si mostra inadempiente avrà applicate tutte le sanzioni previste dai rispettivi ordinamenti di categoria.

Le funzioni amministrative. Nasce, poi, lo sportello unico per l'accesso alla professione: questo, il cui funzionamento sarà disciplinato dai singoli consigli con proprio interno regolamento, assicura la gestione in via telematica delle procedure per l'accesso e l'esercizio alle professioni regolamentate. È tramite lo sportello che si potrà presentare domanda per l'accesso al Consiglio dell'organismo professionale competente. Al momento dell'iscrizione, poi, i consigli degli organismi territoriali forniscono ai professionisti una carta professionale digitale con tutte le informazioni relative allo stato giuridico professionale. Oltre poi al recepimento delle norme in materia di tirocinio (entro sei mesi i consigli individueranno le modalità più adatte per espletarlo) di assicurazione (le cui polizze possono essere negoziate per gli iscritti dagli stessi consigli) il pacchetto di proposte disciplina tutte le funzioni amministrative dei consigli degli organismi professionali territoriali e nazionali.

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