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Il Tfm dell'amministratore è deducibile senza limiti

del 26/04/2012
di: di Benito Fuoco e Nicola Fuoco
Il Tfm dell'amministratore è deducibile senza limiti
Il trattamento di fine mandato che le società possono accantonare in favore degli amministratori è un costo inerente, deducibile e la sua quantificazione è vincolata solo alla discrezionalità dell'imprenditore. Sono le conclusioni che si leggono nella sentenza 25/1/2012 emessa dalla sezione prima della Commissione tributaria regionale del Lazio e depositata in segreteria il 16 gennaio scorso. La vertenza trae origine da un accertamento con cui le Entrate di Roma intendevano recuperare tassazione sul mancato riconoscimento di quote di ammortamento relative al tfm degli amministratori, ritenuto non inerente con il reddito d'impresa. La Commissione provinciale di Roma, cui si era inizialmente rivolta la società per opporre la ripresa fiscale, respingeva il ricorso; contro questa sentenza la società proponeva appello. Di diverso avviso i giudici regionali che hanno riconosciuto inerenza e deducibilità al costo, rilevando anche come l'ordinamento riconosca all'imprenditore la libertà di impostare la sua strategia d'impresa determinando autonomamente l'entità del compenso. I giudici regionali capitolini equiparano questo onere (tfm) accantonato dall'azienda, al compenso ordinario che le società sono solite corrispondere agli amministratori per il loro mandato. Questo compenso, denominato «indennità di fine mandato», è sostanzialmente assimilabile all'indennità di fine rapporto prevista per i lavoratori dipendenti; tuttavia, mentre per il tfm sia il codice civile (articolo 2120) sia la normativa fiscale (articolo 105 del Tuir n. 917/86, commi 1 e 2) disciplinano e limitano la quota annuale di accantonamento deducibile, stabilendo che l'entità di tale trattamento si calcoli sull'importo della retribuzione annua diviso per 13,5, per il tfm, invece, non esiste alcuna norma di riferimento. Si deve considerare, tuttavia, che una parte della dottrina, interpretando letteralmente il rinvio operato ai commi 1 e 2, dell'articolo 105 del Tuir n. 917/86 ritiene che gli accantonamenti di fine mandato, al pari degli accantonamenti al fondo per il tfr, sono deducibili nei limiti delle quote maturate nell'esercizio in conformità alle disposizioni legislative e contrattuali che regolano il rapporto di lavoro dei dipendenti stessi». Dopo aver fatto una completa panoramica delle norme generali sui componenti del reddito d'impresa che attualmente disciplinano le modalità di erogazione di queste somme, i giudici capitolini osservano come, per le indennità degli amministratori, non sia prevista un'apposita norma che indichi le modalità istitutive e i criteri di calcolo delle somme così accantonate. Gli stessi giudici concludono affermando che la mancanza di riferimenti o tabelle o altre indicazioni contenenti i limiti massimi di spesa, non consente all'amministrazione finanziaria di valutare la congruità degli importi accantonati; importi che, conseguentemente, rimangono rimessi alla libera volontà delle parti .

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