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Appalti, responsabilità solidale dalla fine dei lavori

del 24/04/2012
di: Daniele Cirioli
Appalti, responsabilità solidale dalla fine dei lavori
Il termine di due anni di durata della responsabilità solidale tra appaltatore e subappaltatore decorre dalla cessazione dei lavori del subappaltatore, non dalla cessazione dell'appalto (del contratto cioè tra committente e appaltatore). Lo precisa il ministero del lavoro nella nota protocollo n. 7140/2012, rispondendo a un quesito dell'associazione nazionale dei costruttori edili (Ance).

Responsabilità solidale. L'Ance, in particolare, ha chiesto chiarimenti sulla corretta applicazione del cosiddetto regime di responsabilità sociale disciplinato dall'articolo 29, comma 2, del dlg n. 276/2003 e modificato dal recente decreto semplificazioni (articolo 21 del dl n. 5/2012 convertito dalla legge n. 32/2012). Tale regime, in sostanza, prevede che in caso di appalto di opere o servizi, il committente imprenditore o datore di lavoro è obbligato in solido con l'appaltatore, nonché con ciascuno degli eventuali subappaltatori, entro il limite di due anni dalla cessazione dell'appalto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi, comprese le quote di trattamento di fine rapporto (tfr), nonché i contributi previdenziali e i premi assicurativi dovuti in relazione al periodo di esecuzione del contratto di appalto, restando escluso qualsiasi obbligo per le sanzioni civili di cui risponde solo il responsabile dell'inadempimento (quest'ultima esclusione è una delle novità introdotte dal dl n. 5/2012). L'Ance ha chiesto se «il limite dei due anni dalla cessazione dell'appalto debba intendersi con riferimento all'appalto in generale o con riferimento, nei casi di responsabilità solidale nei confronti dei subappaltatori, anche al termine del singolo lavoro oggetto di subappalto».

I chiarimenti. Il ministero ritiene che il limite dei due anni «indica l'appalto tra committente e appaltatore, il che, trasposto nell'ambito dei rapporti tra appaltatore e subappaltatore, non può che riferirsi al contratto di appalto tra questi due soggetti». Più precisamente, aggiunge il ministero, «i due anni, nel caso di subappalto, non possono che decorrere dalla cessazione dei lavori del subappaltatore (in forza del relativo contratto di subappalto)». Una diversa interpretazione, prosegue il ministero, porterebbe a sostenere che per gli appalti che durano molti anni, in cui si susseguono diversi subappaltatori, l'appaltatore principale rimanga legato con tutte le imprese subappaltatrici per l'intero periodo. La norma, invece, vuole porre un termine giuridico certo nei rapporti di solidarietà intercorrenti anche tra appaltatore e subappaltatore termine che non può che decorrere dalla fine dei lavori del subappaltatore. Del resto, spiega infine il ministero, anche ai fini di una concreta operatività dell'istituto, i lavoratori del subappaltatore mentre conoscono il termine dei lavori svolti dalla propria impresa (e quindi la decorrenza dei due anni per agire in solidarietà) non conoscono il termine finale dell'intero appalto, né sono tenuti giuridicamente ad averne conoscenza.

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