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Quote distribuite dalle più datate

del 24/04/2012
di: di Fabrizio G. Poggiani
Quote distribuite dalle più datate
La riduzione del capitale sociale esuberante, dopo un precedente aumento eseguito con riserve di utili, soggiace alla presunzione di distribuzione mediante la quale s'intendono distribuite le quote di utili più datate (criterio «FIFO»).

Questa una delle numerose indicazioni rilevabili dal recente documento redatto dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (Cndcec) avente a oggetto il «Bilancio 2011 e seguenti: procedura di distribuzione dell'utile e delle riserve», del marzo 2012.

La prima osservazione è che la distinzione civilistica tra le riserve di capitale e le riserve di utili, molto spesso, non corrisponde a quella di natura tributaria, dovendo tenere conto di un vero e proprio doppio binario.

Posto questo criterio di natura generale, il documento ricorda la presunzione di distribuzione di utili, di cui all'articolo 47 (comma 1 e comma 6), del dpr n. 917/1986 (Tuir), che si rende applicabile ogni qualvolta si deliberi una distribuzione di dividendi.

Su tale punto, in particolare, il documento prende in considerazione il caso della riduzione del capitale, di cui al comma 6, del citato art. 47 del Tuir, evidenziando che la distribuzione del capitale (in esubero) dopo il passaggio a capitale di riserve di utili, soggiace alla norma antielusiva di cui all'art. 37-bis, dpr n. 600/1973 e alla presunzione di distribuzione di utili, sebbene limitato all'ambito più ristretto del medesimo capitale sociale.

Di conseguenza, le riserve di utili incluse nel capitale sociale devono considerarsi distribuite, ma esclusivamente se risulta deliberata la riduzione del capitale sociale, ai sensi del comma 6, del citato art. 47 e, a prescindere dalla formazione degli utili (ante e post 2008), si deve procedere concedendo la priorità alle riserve meno recenti, in applicazione di un criterio FIFO (first in, first out), nell'ulteriore considerazione che in presenza di riserve di rivalutazione formanti il capitale sociale, queste ultime devono essere considerate come prioritariamente distribuite.

In aggiunta alle citate presunzioni, gli autori evidenziano l'ingresso di altre disposizioni sul tema, tutte da interpretare: il comma 1, dell'articolo 47 attraverso il quale si rende tassabile una quota del 40% (fino al 2007) o del 49,72% (dopo il 2007) degli utili distribuiti a soci qualificati ma persone fisiche o società di persone e quelle del dm 2/04/2008, che dispone sulla priorità nella distribuzione degli utili realizzati fino al 2007.

Per la dottrina (Assonime e Associazione dei dottori commercialisti), nel caso di utilizzo delle riserve di utili con finalità diverse dalla distribuzione a favore dei soci, si rende operante la presunzione attraverso la quale si devono prioritariamente distribuite le riserve formate con utili realizzati dopo il 2007, indipendentemente dalla presenza di obblighi legislativi e/o statutari.

Inoltre, se nel patrimonio netto vi sono riserve di capitale e riserve di utili, in caso di distribuzione subentra la presunzione indicata dal comma 1, dell'art. 47 del Tuir, per cui si devono ritenere distribuite prioritariamente, le riserve di utili, con applicazione del regime tributario, di cui al citato decreto 2/04/2008.

Infine, con riferimento alle riserve vincolate (legale) la dottrina più autorevole ritiene che le stesse non possano beneficiare di una deroga al principio appena enunciato, con la conseguenza che, in analogia, anche alle riserve di utili portate a incremento del capitale sociale si deve rendere applicabile la citata presunzione.

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