Consulenza o Preventivo Gratuito

Se l'istanza di accertamento con adesione è solo formale

del 20/04/2012
di: di Vincenzo Suriano e Geremia Rendine Adc Trani
Se l'istanza di accertamento con adesione è solo formale
La Commissione Tributaria Regionale di Venezia, con la sentenza n.154/22/2011, ha stabilito il principio che l'istanza di accertamento con adesione (il cd. concordato fiscale), presentata dalla parte all'Ufficio per meri scopi dilatori e non seguita da alcun effettivo tentativo di adesione, è assolutamente ininfluente ai fini della sospensione di 90 giorni dei termini per proporre ricorso (art.6, comma 3, d.lgs. n.218/97). La Ct ha osservato che il contribuente il quale, dopo aver presentato l'istanza di adesione all'Ufficio, non avesse fatto seguire alcuna concreta volontà atta a instaurare il contradditorio (disertandolo) non aveva diritto a beneficiare del termine più lungo per proporre ricorso previsto dal citato art.6. Nella fattispecie il contribuente con l'istanza chiedeva all'Ufficio di annullare in autotutela l'avviso di accertamento e di formulare una proposta di accertamento con adesione, ma poi, di fatto, lo stesso contribuente non si presentava all'invito a comparire formulato dall'Ufficio. Secondo la Ct, l'istanza presentata doveva considerarsi una mera istanza di autotutela e come tale inefficace a sospendere il termine per la presentazione del ricorso alla Ct, ex art.21 d.lgs.546/82, entro 60 giorni, atteso che l'istanza presentata all'amministrazione finanziaria e soprattutto il successivo comportamento tenuto dal contribuente, manifestava chiaramente la volontà di voler solo annullare l'avviso di accertamento e non di pervenire, mediante contradditorio, a una revisione della pretesa impositiva. In conseguenza di ciò nessuna proroga del termine per proporre ricorso poteva essere concessa al contribuente. A ben vedere trattasi, in questa innovativa sentenza, dell'applicazione della norma sancita nell'art 10, 1°co., della legge n.212/2000 (Statuto del contribuente) con la quale si prescrive che i rapporti tra contribuente e Fisco siano improntati al principio della collaborazione e della buona fede. Il sanzionare la mancata osservanza di tale condotta con l'inefficacia del termine più lungo per proporre ricorso (60 + 90 giorni) elimina la disparità di trattamento che potrebbe verificarsi nei confronti di coloro che, impugnando direttamente gli avvisi di accertamento, senza istanza di adesione, beneficiano di termini più ristretti per ricorrere (solo 60 giorni). Nella fattispecie è stato applicato il principio civilistico secondo cui il negozio giuridico deve essere interpretato secondo la comune intenzione delle parti (art.1362 c.c.) valutando il comportamento complessivo tenuto dalle stesse. Il contribuente, non presentandosi al contradditorio ed evitando volontariamente l'invito al contradditorio dell'Ufficio, ha, di fatto, svuotato di ogni contenuto l'istanza di accertamento con adesione presentata e le finalità della stessa rendendola, in quella parte, nulla. Sulla base del ragionamento dei giudici, non è insomma sufficiente che il contribuente presenti solo formalmente un'istanza di accertamento con adesione per vedersi attribuire il beneficio della sospensione del termine per proporre ricorso, ma occorre che la parte dia dimostrazione concreta della volontà di voler avviare un dialogo con l'Ufficio,ottemperando all'invito, presentandosi alle varie fasi del contradditorio e formulando ragionevoli e motivate proposte per definire «transattivamente» la controversia, eliminando in tal modo la fase del contenzioso. Se non ci si attiene a tale comportamento, il contribuente correrà il rischio di ricevere una sentenza d'inammissibilità del ricorso «per tardiva presentazione».

Con questo orientamento in pratica si valorizza il principio del contradditorio e gli si dà la valenza di strumento deflattivo del contenzioso tributario evitando che esso possa divenire mero espediente giuridico per dilatare i termini processuali. Ma così come non è pensabile a una proroga di termini senza contradditorio, così ci si augura si superi una prassi, per fortuna adottata solo da alcuni uffici, di rinuncia al contradditorio sulla base della proposta di chiusura dell'accertamento con adesione con una percentuale di riduzione dell'imponibile accertato, in quanto anche tale comportamento darebbe al principio del contradditorio una valenza solo formale che la sentenza passata in rassegna ha condannato.

vota