Consulenza o Preventivo Gratuito

Codice attività sbagliato, verifica sugli studi annullata

del 12/04/2012
di: La Redazione
Codice attività sbagliato, verifica sugli studi annullata
È nullo l'accertamento basato sugli studi di settore relativi a un codice attività indicato erroneamente in dichiarazione dal contribuente.

È quanto precisato dalla Corte di cassazione che, con la sentenza n. 5399 del 4 aprile 2012, ha accolto il ricorso di un'artigiana che aveva indicato in dichiarazione un codice sbagliato. Ma sulla base di quell'indicazione il fisco aveva utilizzato i relativi studi e spiccato l'accertamento. Senza successo la donna lo aveva impugnato di fronte alla Ctp e alla Ctr che avevano confermato l'atto impositivo. Le sorti della vicenda si sono ribaltate davanti agli Ermellini. In particolare la sezione tributaria ha rafforzato il principio secondo cui le presunzioni degli studi sono superate dalle prerogative del caso concreto. Sul punto in sentenza si legge infatti che «la procedura di accertamento tributario standardizzato mediante l'applicazione dei parametri o degli studi di settore costituisce un sistema di presunzioni semplici, la cui gravità, precisione e concordanza non è ex lege determinata dallo scostamento del reddito dichiarato rispetto agli standards in sé considerati (meri strumenti di ricostruzione per elaborazione statistica della normale redditività), ma nasce solo in esito al contraddittorio da attivare obbligatoriamente, pena la nullità dell'accertamento, con il contribuente; che, in tale sede, quest'ultimo ha l'onere di provare, senza limitazione alcuna di mezzi e di contenuto, la sussistenza di condizioni che giustificano l'esclusione dell'impresa dall'area dei soggetti cui possono essere applicati gli standards o la specifica realtà dell'attività economica nel periodo di tempo in esame, mentre la motivazione dell'atto di accertamento non può esaurirsi nel rilievo dello scostamento, ma deve essere integrata con la dimostrazione dell'applicabilità in concreto dello standard prescelto e con le ragioni per le quali sono state disattese le contestazioni sollevate dal contribuente».

Questa linea interpretativa ha rafforzato un'indicazione fornita dalla Cassazione oltre due anni fa con la sentenza n. 19609 del 16 settembre e per cui è illegittimo l'accertamento fiscale nel quale è stato usato un «codice attività» non inerente rispetto ai lavori svolti dall'impresa.

Debora Alberici

vota