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L'infedeltà non conta

del 11/04/2012
di: di Debora Alberici
L'infedeltà non conta
La sentenza di separazione non può essere revocata per dolo processuale nel caso in cui una delle parti abbia taciuto al giudice la sua infedeltà. A questa conclusione è giunta la prima sezione civile della Suprema Corte di cassazione con sentenza n. 5648 del 10 aprile 2012. In particolare gli Ermellini hanno dato torto all'ex marito che aveva chiesto la revocazione della sentenza di separazione che aveva deciso anche sul mantenimento in favore della donna perché questa, già comparsa davanti al presidente del tribunale, non aveva esposto la sua conclamata relazione extraconiugale dalla quale, di lì a poco, era nato un figlio.

Aderendo alle motivazioni rilasciate dalla Corte d'Appello di Genova nel 2008, la Cassazione ha negato che questo fosse un caso tipico di frode processuale, unico elemento a giustificare la revocazione delle sentenze. Sul punto in sentenza si legge che «il dolo processuale di una delle parti in danno dell'altra in tanto può costituire motivo di revocazione della sentenza, ai sensi dell'art. 395, n. 1, cod. proc. civ., in quanto consista in un'attività deliberatamente fraudolenta, concretantesi in artifici o raggiri tali da paralizzare o sviare la difesa avversaria e impedire al giudice l'accertamento della verità, facendo apparire una situazione diversa da quella reale». Di conseguenza, non sono idonei a realizzare la fattispecie così descritta «la semplice allegazione di fatti non veritieri favorevoli alla propria tesi, il silenzio su fatti decisivi della controversia o la mancata produzione di documenti, che possono configurare comportamenti censurabili sotto il diverso profilo della lealtà e correttezza processuale, ma non pregiudicano il diritto di difesa della controparte, la quale resta pienamente libera di avvalersi dei mezzi offerti dall'ordinamento al fine di pervenire all'accertamento della verità». Addirittura ad avviso della Suprema corte più che di dolo processuale si potrebbe parlare in questi casi di una linea difensiva mal impostata. Il legale dell'uomo avrebbe infatti dovuto eccepire prontamente la conoscenza della relazione durante la separazione, una volta venutone a conoscenza. La decisione non ha messo tutti d'accordo: la Procura aveva chiesto di revocare la sentenza di separazione, mantenimento incluso.

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