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Fatture false, confisca ok anche se l'Iva è assolta

del 04/04/2012
di: di Debora Alberici
Fatture false, confisca ok anche se l'Iva è assolta
Stretta della Cassazione sulla frode fiscale. In caso di emissione di fatture false scatta la confisca per equivalente sui beni dell'imprenditore anche se questo ha comunque assolto il suo debito Iva. La Cassazione, con la sentenza 12490 del 3/4/2012, ha confermato la confisca per equivalente disposta dalle autorità di Vicenza a carico di due imprenditori che avevano emesso reciprocamente fatture false. Contro la decisione i manager hanno proposto ricorso denunciando una violazione di legge in quanto non sarebbe configurabile il reato indicato poiché l'emissione reciproca di fatture per operazioni asseritamente inesistenti posta in essere dalle due società non avrebbe provocato alcun danno: le società – si legge a più riprese nel ricorso – hanno versato le relative imposte, a nulla valendo le argomentazioni del giudice del riesame circa la differenza tra dolo e movente. Dunque, secondo la terza sezione penale ha fatto bene il Tribunale delle Libertà a confermare la confisca. L'ordinanza dei giudici vicentini è esaurientemente motivata: dagli accertamenti svolti, viene ricostruito in sentenza, è risultata una condotta di emissione reciproca di fatture da parte delle due società e proprio tali dati di fatto, acquisiti e non contestati dall'imprenditore, costituiscono l'elemento più rilevante, in ordine al fumus delicti, tanto più che i giudici del riesame hanno escluso, con un ragionamento ineccepibile, la rilevanza dell'assolvimento del debito Iva da parte delle due compagini sociali, atteso che tale operazione aveva reso comunque evidente lo scopo di evadere le imposte attraverso l'indicazione di elementi passivi fittizi» nelle dichiarazioni fiscali, comportamento che configura il reato di cui all'art. 2 dlgs n. 74 del 2000. Del resto, «il delitto di frode fiscale si connota come reato di pericolo o di mera condotta, avendo il legislatore inteso rafforzare la tutela dei bene giuridico protetto anticipandola ai momento della commissione della condotta tipica e comunque per integrare l'utilizzazione fraudolenta in dichiarazione di fatture per operazioni inesistenti basta che le stesse siano inesistenti dal punto di vista oggettivo, ossia che vi sia «diversità, totale o parziale, tra costi indicati e costi sostenuti».
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