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Società under 35, conferimenti a rischio sanzione

del 03/04/2012
di: Fabrizio Vedana
Società under 35, conferimenti a rischio sanzione
Rischia la sanzione il giovane under 35 che versa denaro contante all'organo amministrativo. Sono le conseguenze alle quali pare esporsi chi conferisce un capitale sociale pari ad almeno 1.000 euro.

Come noto l'articolo 49 del decreto legislativo 231/07 prevede che il trasferimento di denaro contante e titoli al portatore tra privati e imprese non possa avvenire per importi pari o superiori a 1.000 euro.

L'articolo 3 del decreto liberalizzazioni nel disciplinare la costituzione di società a responsabilità limitata di tipo semplificato prevede che il conferimento del capitale sociale debba essere effettuato in denaro e versato dai soci all'organo amministrativo.

Il capitale versato dovrà essere pari ad almeno a 1 euro e non superiore a 10 mila euro. Se il giovane under 35 verserà nelle mani nell'amministratore un capitale sociale inferiore a 1.000 euro non incorrerà in alcuna sanzione. Se l'importo sarà pari o superiore a 1.000 il giovane under 35, unitamente all'amministratore (e quindi alla società), rischia di vedersi segnalato dal notaio rogante o dal commercialista che gestisce la contabilità della società al ministero dell'economia e delle finanze per aver trasferito denaro contante ad altro soggetto per un importo superiore a quello consentito dalla legge. Per evitare le sanzioni, in attesa che vengano forniti chiarimenti sui termini di applicazione della nuova norma, appare opportuno per importi pari o superiori ai 1.000 euro versare all'amministratore un assegno circolare o bancario non trasferibile.

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