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Dm 10, l'evasione è dietro l'angolo

del 28/03/2012
di: di Dario Ferrara
Dm 10, l'evasione è dietro l'angolo
Occhio ai Dm 10: chi tarda a presentare il modello alle gestioni previdenziali si rende responsabile di evasione contributiva, anche se è ammessa una sorta di «ravvedimento operoso». Lo precisa l'ordinanza 4918/12, pubblicata dalla sesta sezione civile della Cassazione, ricordando che nei casi di «crediti in essere ed accertati al 30 settembre 2000» e non esauriti quanto al pagamento delle sanzioni, il contribuente deve pagare le «penalità» secondo la normativa previgente, salvo acquisto del diritto di credito per la differenza da far valere in sede di conguaglio secondo le modalità da stabilire.

Una tantum. È escluso che l'azienda intempestiva nell'adempiere agli obblighi nei confronti dell'Inps vada incontro a una semplice omissione contributiva. La tardiva presentazione del modello Dm 10 - spiegano infatti i giudici con l'ermellino - ricade nella previsione della lettera b) dell'articolo 1, comma 217, della legge 662/96 che commina una sanzione una tantum: il pagamento, tuttavia, può essere evitato grazie alla modifica apportata alla disposizione dall'articolo 59, secondo comma, della legge 449/97. E la strada è una sola: confessare l'evasione. Ma attenzione, ammettere la responsabilità è meglio: ottiene il colpo di spugna il datore che denuncia la propria situazione debitoria prima di essere scoperto, cioè prima che gli enti impositori si facciano vivi con richieste e contestazioni, e comunque entro sei mesi dalla scadenza prevista per il versamento dei contributi. Il tutto a patto di effettuare in concreto il pagamento entro 30 giorni dalla denuncia.

Conguaglio Inps. Deve essere ricordata, a questo proposito, la modifica introdotta dall'articolo 116 della 388/00: la normativa stabilisce una diversa disciplina delle sanzioni per il mancato tempestivo pagamento dei contributi dovuti alle gestioni previdenziali e assistenziali; il comma 18 contiene una disposizione transitoria secondo la quale per i crediti in essere accertati al 30 settembre 2000 le sanzioni sono dovute nella misura e secondo le modalità fissate dai commi 217-224 dell'articolo 1 della legge 662/96. Il maggiore importo versato, pari alla differenza tra quanto dovuto e quanto calcolato in base all'applicazione dei commi da 8 a 17 dell'articolo 1, costituisce un credito contributivo nei confronti dell'ente previdenziale che potrà essere posto a conguaglio ratealmente.

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