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Incompatibilità, nuovo regime

del 23/03/2012
di: di Valerio Stroppa
Incompatibilità, nuovo regime
Il confronto tra il fatturato della società strumentale e quello del commercialista ai fini della verifica dell'eventuale incompatibilità va effettuato con riferimento alla media dell'ultimo quinquennio e non al singolo anno solare. Se la società di servizi è partecipata da più iscritti all'albo, la prevalenza di fatturato va ricercata con riferimento alla percentuale di partecipazione agli utili del singolo professionista. Mentre l'attività di impresa agricola è incompatibile con l'esercizio della professione di dottore commercialista o esperto contabile solo laddove questo assuma la qualifica di imprenditore agricolo professionale (Iap). A chiarirlo è il Cndcec, che ha diffuso ieri le modifiche alle note interpretative della disciplina in materia di incompatibilità approvate lo scorso 1° marzo. L'aggiornamento, spiega l'informativa n. 26/2012 inviata dal presidente nazionale Claudio Siciliotti a tutti gli Odcec, «si è reso opportuno per precisare i criteri interpretativi diretti ad agevolare gli ordini nella verifica della sussistenza o meno della causa di incompatibilità nei casi concreti».

L'articolo 4 del dlgs n. 139/2005 rende incompatibile il ruolo del commercialista con le professioni di notaio, di giornalista professionista, nonché con l'attività di impresa (salvo alcune eccezioni) e con le figure dell'appaltatore pubblico, del concessionario della riscossione e del promotore finanziario.

Lo stesso articolo 4 prevede però che non si dà luogo a incompatibilità quando si è in presenza di società di servizi strumentali e ausiliari all'esercizio della professione (per esempio tenuta della contabilità, invio telematico delle dichiarazioni, servizi di payroll, servizi di segreteria per lo studio professionale). Il Cndcec precisa che l'incompatibilità è «senz'altro esclusa» nel caso in cui la società di mezzi o di servizi abbia come unico cliente il professionista stesso. Qualora la società avesse anche (o solo) clienti terzi, invece, l'esclusione dell'incompatibilità sarebbe applicabile solo nel caso di prevalenza del fatturato individuale dell'iscritto all'albo rispetto alla quota parte di fatturato della società di servizi a lui imputabile. Tenuto però conto che i due fatturati vengono determinati con criteri diversi (per competenza quello della società e per cassa quello del professionista), il Cndcec ritiene che l'indagine debba riguardare gli ultimi cinque esercizi e non il singolo anno solare.

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