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Il reclamo al fisco è di rigore

del 20/03/2012
di: di Duilio Liburdi
Il reclamo al fisco è di rigore
Arriva la mediazione obbligatoria in campo fiscale. Nell'istanza da proporre, che riguarda le liti fiscali sino a 20 mila euro, il contribuente dovrà dettagliare gli elementi di fatto e di diritto in base ai quali ritiene non corretta la pretesa dell'ufficio. Infatti, in mancanza di accordo, non saranno possibili integrazioni rispetto alla prima istanza. Nell'ambito applicativo del nuovo istituto della mediazione tributaria (che per certi versi è simile all'accertamento con adesione) rientra anche il diniego rispetto a una istanza di rimborso. La chiusura della controversia in sede di reclamo avverrà sulla base di una valutazione legata ai possibili esiti in contenzioso della stessa e sulla economicità dell'azione amministrativa. In relazione alla pretesa definita, le sanzioni saranno ridotte al 40%. Sono queste alcune delle indicazioni contenute nella corposa circolare n. 9 diffusa ieri dall'agenzia delle entrate in relazione al nuovo istituto del reclamo introdotto nell'ordinamento dal decreto legge n. 98 del 2011 e che riguarderà, obbligatoriamente, tutti gli atti notificati (ricevuti dal contribuente) dal prossimo 2 aprile. La sensazione evidente è che l'amministrazione finanziaria punti moltissimo sul nuovo istituto con un obiettivo di incasso veloce ed eliminazione delle controversie nelle quali l'ammontare dell'imposta non è elevato. Di fatto, si parla di contestazioni di medio livello numerico anche se, in relazione all'importo non superiore a 20 mila euro di imposta, appare evidente come le rettifiche della base imponibile possano essere di ammontare non trascurabile.

Gli atti che possono essere oggetto di reclamo. Nella sostanza, il nuovo istituto si pone come una alternativa al passaggio in contenzioso della controversia e, dunque, in relazione agli atti che possono formare oggetto di reclamo il rinvio contenuto nella circolare è a quanto previsto dall'articolo 19 del dlgs n. 546 del 1992. Di fatto, dunque, tutti gli atti che sono impugnabili sono suscettibili di reclamo compreso il diniego rispetto a una istanza di rimborso ovvero un ruolo quando la pretesa impositiva transita, originariamente, in un atto di riscossione. A tale proposito, peraltro, la circolare dell'Agenzia delle entrate segnala come si dovrà tenere conto della riduzione delle sanzioni a fronte dell'intervenuto accordo che non potrà essere più vantaggiosa rispetto ad altre forme definitorie. L'esempio che viene formulato è quello relativo all'avviso bonario.

La procedura. Di fatto, in relazione agli atti ricevuti dal contribuente dal prossimo 2 aprile (senza limitazione in merito al periodo di imposta) laddove contenuti nell'importo di 20 mila euro, la scelta potrà essere tra:

- acquiescenza;

- proposizione di una istanza di accertamento con adesione;

- reclamo.

Non potranno formare oggetto di impugnativa diretta gli atti in questione in quanto la norma prevede espressamente l'inammissibilità del ricorso in caso di mancato reclamo. Non pare, invece, esservi incompatibilità tra istanza di accertamento con adesione e reclamo e, tale aspetto, deve essere tenuto in considerazione per l'effetto che può produrre sui termini tenendo conto delle diverse tipologie di sospensione ai fini della proposizione del ricorso. In ogni caso, laddove l'accordo con l'amministrazione finanziaria non sia raggiunto, il reclamo diviene immediatamente un ricorso tenendo conto dei tempi previsti dalla legge con la conseguente impossibilità di procedere a integrazione dei motivi di fatto e di diritto esposti nel reclamo. In altri termini, l'approccio al reclamo, in sede di stesura dello stesso, dovrà essere la medesima utilizzata per la predisposizione di un ricorso tributario. Dunque, in una fase successiva e laddove l'accordo non sia raggiunto, la legge disciplina i termini per la costituzione in giudizio ma non certo quelli per la proposizione di un atto identificabile come il ricorso. Ciò in quanto, come osservato, il reclamo è già un ricorso che, a differenza di questo, non viene discusso dinanzi al giudice ma in via amministrativa analogamente a quanto avviene in sede di accertamento con adesione.

La definizione del reclamo. Un aspetto molto enfatizzato nella circolare è quello della incertezza sulla sorte della controversia che renderebbe, dunque, praticabile la chiusura del reclamo anche sulla scorta della proposta formulata dal contribuente. Tale elemento è rappresentato, secondo quanto esposto nella circolare, dagli orientamenti giurisprudenziali sul tema che non forniscono di fatto la certezza all'amministrazione finanziaria di poter avere soddisfazione in sede contenziosa. Nessuno spazio, invece, laddove vi siano documenti di prassi dell'amministrazione finanziaria che non abbiano recepito un orientamento giurisprudenziale diverso da quanto affermato dall'agenzia nei documenti stessi.

Di fatto, lo svolgimento della procedura di mediazione è simile a quella di accertamento con adesione nel senso che il contribuente potrebbe formulare una proposta di accordo che viene accolta direttamente ovvero non formularla ovvero ancora ottenere una controproposta da parte dell'Agenzia delle entrate. In generale, evidentemente, potrà essere svolta una fase di contraddittorio al termine della quale si dovrebbe arrivare alla quantificazione delle somme dovute e delle sanzioni ridotte al 40%. Il perfezionamento della procedura di mediazione che dovrebbe concludersi nei 90 giorni, avviene con il pagamento delle somme dovute o della prima rata in quanto, a tale fine, si richiamano le disposizioni in materia di conciliazione giudiziale. Importante precisazione contenuta nella circolare è quella relativa al pagamento di importi lievemente inferiori al dovuto oppure effettuati in lieve ritardo. Queste circostanze non dovrebbero mettere nel nulla il reclamo considerato l'interesse comune alla definizione della controversia. Sicuramente, la ponderosa circolare dell'Agenzia delle entrate dovrà formare oggetto di approfondimento nei prossimi giorni ma, evidentemente, si tratta di comprendere da un punto di vista operativo quali potranno essere le vertenze sulle quali il reclamo avrà i maggiori effetti. Su questo si deve tenere in considerazione che la fascia media degli accertamenti potrà riguardare fattispecie quali, ad esempio, le rettifiche in tema di studi di settore il cui innesco, dopo le manovre estive appare decisamente più agevole. Cosicché non appare fuorviante prevedere un notevole riscontro dell'istituto in avvio dal prossimo 2 aprile 2012.

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