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Imu legata a quanto è possibile costruire

del 15/03/2012
di: di Sergio Trovato
Imu legata a quanto è possibile costruire
Per determinare l'Ici dovuta dal contribuente su un'area occorre tener conto solo delle sue potenzialità edificatorie, che costituiscono un indice di capacità contributiva adeguata. Il comune, dunque, può fare riferimento alla superficie lorda di pavimento edificabile anziché a quella fondiaria del lotto. Naturalmente, questa regola vale anche per l'Imu. Lo ha stabilito il Tar Lombardia con la sentenza n. 306 del 27 febbraio 2012. Nel caso in esame, la deliberazione del comune era stata impugnata perché aveva determinato il valore di mercato delle aree utilizzando il parametro della superficie lorda di pavimento, facendo riferimento solo alle potenzialità edificatorie dei lotti. Per i giudici amministrativi, l'articolo 5 del decreto legislativo 504/1992 «non osta ad una operazione interpretativa di questo tipo, perché la norma è tutta impostata sulle potenzialità edificatorie dell'area». E questa scelta normativa di attribuire valore decisivo alle potenzialità edificatorie dell'area a scapito di altri parametri (quali l'ampiezza del terreno), che pure potrebbero concorrere a determinare il valore venale del bene, ricordano i giudici, trova conferma nella pronuncia della Corte costituzionale (sentenza 41/2008), secondo la quale la potenzialità edificatoria dell'area «costituisce un indice di capacità contributiva adeguata». In effetti, i criteri per quantificare il valore di un'area edificabile sono quelli fissati dall'articolo 5. Quindi, occorre stabilire il valore venale in comune commercio dell'area al 1° gennaio dell'anno di imposizione, vale a dire il suo valore di mercato. La norma prevede che occorra fare riferimento a zona territoriale di ubicazione dell'area, indice di edificabilità, destinazione d'uso consentita, oneri per eventuali lavori di adattamento del terreno necessari per la costruzione e, infine, ai prezzi medi rilevati sul mercato di aree aventi le stesse caratteristiche. I valori possono essere deliberati anche dalla giunta, sulla base di una perizia redatta dall'ufficio tecnico. Tuttavia, la delibera emanata dalla giunta comunale che fissa i valori delle aree edificabili, e gli atti interni che la precedono, non devono essere allegati all'avviso di accertamento Ici o Imu. Inoltre, i valori deliberati dalla giunta sono meramente indicativi e equiparabili al redditometro. Dunque, il giudice ha il potere di ritenere illegittime le presunzioni su cui si fondano qualora il contribuente sia in grado di provare il contrario. In questo senso si è espressa la Ctr di Potenza, prima sezione, con la sentenza 267 del 29 dicembre 2011. La mancata allegazione all'accertamento fiscale di questi atti generali non genera alcuna nullità. La conoscibilità delle deliberazioni comunali si presume poiché sono soggette a pubblicità legale. Quindi, non devono essere allegate agli avvisi di accertamento anche se richiamate nella motivazione. La loro conoscibilità è presunta erga omnes, nonostante l'articolo 7 dello Statuto dei diritti del contribuente (legge 212/200) preveda l'obbligo di allegazione all'avviso di accertamento degli atti ai quali si fa riferimento nella motivazione. Questa norma, infatti, espressamente dispone che gli atti dell'amministrazione finanziaria e dei concessionari devono indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione. Se nella motivazione si fa riferimento ad un altro atto, questo deve essere allegato all'atto che lo richiama. Va però ricordato che l'articolo 6 del dlgs 32/2001 ha disposto una parziale deroga al principio contenuto nell'articolo 7, consentendo di escludere l'allegazione dell'atto richiamato.
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