Consulenza o Preventivo Gratuito

Più peso alle circolari del fisco

del 13/03/2012
di: di Debora Alberici
Più peso alle circolari del fisco
Inversione di rotta della Cassazione sul valore delle circolari ministeriali. Queste (così come, si può illecitamente pensare, anche i documenti di prassi dell'Agenzia delle entrate) sono vincolanti per i concessionari della riscossione che non possono discostarsene. E in questo caso (sentenza n. 3907 del 12 marzo 2012) il principio è tornato paradossalmente utile a Equitalia che ha seguito, per il rimborso Iva, una procedura e i termini contenuti in una circolare del 1999 e ha quindi vinto la causa contro l'amministrazione finanziaria.

Ad avviso della sezione tributaria che prende atto in modo esplicito delle altre posizioni assunte sul tema nel corso degli anni dalla stessa Cassazione, l'assunto della Ctr secondo cui la decorrenza del termine di cui all'articolo 21 dlgs 546/92 non può ancorarsi alla data di emanazione di risoluzioni dell'amministrazione finanziaria interpretative della normativa, essendo tali risoluzioni inidonee a costituire un diritto prima insussistente, «è certamente corretto in linea generale e ha trovato plurime conferme nella giurisprudenza». Tuttavia, «tale principio», aggiunge il Collegio, «pur astrattamente condivisibile, va dimensionato sulle singole fattispecie di rimborso, in relazione alle modalità di formazione dei titoli abilitanti a far valere i relativi diritti e ai soggetti che ne sono destinatari. In particolare esso non può essere applicato trascurando la peculiarità della posizione di soggezione del concessionario, che, in quanto vincolato al rispetto delle direttive impartite dall'Amministrazione, non può discostarsi dalle circolari amministrative». Insomma, «il valore meramente ricognitorio di diritti e obblighi, normalmente ricollegabile all'interpretazione ministeriale, non esclude infatti la possibilità di attribuire, nella specie, valore determinante alla circolare, tenuto conto della posizione di soggezione del concessionaria che, in quanto vincolato al rispetto delle direttive e istruzioni impartite dall'Amministrazione, non poteva discostarsi dalle circolari amministrative che lino a quel momento avevano negato il diritto al rimborso». È esattamente di un anno fa la notizia (sentenza n. 6056 depositata dalla Suprema corte il 15 marzo 2011) che consolidava un orientamento già affermato per cui le circolari del ministero delle finanze non sono vincolanti. Infatti si salva solo dalle sanzioni e non dall'accertamento il contribuente che, allineandosi alle indicazioni dell'amministrazione, vìola norme tributarie. Di più. Solo pochi giorni fa la stessa Cassazione aveva ridotto ancora il valore delle circolari affermando espressamente (sentenza n. 3267) che «l'Amministrazione finanziaria non ha poteri discrezionali nella determinazione delle imposte dovute e, di fronte alle norme tributarie, il fisco e il contribuente si trovano su di un piano di parità, per cui la cd. interpretazione ministeriale contenuta in circolari o in risoluzioni non vincola né i contribuenti né i giudici e non costituisce fonte di diritto, con la conseguenza che la violazione e falsa applicazione di una circolare ministeriale non può essere addotta per censurare una sentenza ai sensi dei numero 3 dell'art. 360 cpc».

vota