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Retribuzione piena anche se l'orario è ridotto

del 10/03/2012
di: La Redazione
Retribuzione piena anche se l'orario è ridotto
La cooperativa non può autonomamente ridurre l'orario di lavoro ai soci dipendenti; se lo fa, deve comunque garantire la piena retribuzione ai lavoratori. Lo precisa il ministero del lavoro nella nota protocollo n. 2589/2012, estendendo ai soci di coop il principio generale della «mora del creditore» (articoli 1206-1217 del codice civile) in base al quale, quando il dipendente offre la sua prestazione e questa non è accettata per ragioni imputabili all'organizzazione del datore di lavoro, quest'ultimo è comunque tenuto al pagamento della retribuzione per l'orario di lavoro pattuito.

Modifiche all'orario di lavoro. Il ministero spiega che, in linea generale e a prescindere dalla natura del soggetto datoriale, la predisposizione di una qualsiasi riduzione di orario di lavoro, al di sotto della soglia minima prevista dalla contrattazione collettiva, necessita sempre della stipulazione di un accordo sindacale. Pertanto, le riduzioni operate unilateralmente dal datore di lavoro, cioè senza accordi collettivi che contemplino forme di orario multiperiodale o ridotto, danno luogo di fatto a una fattispecie impropria di lavoro a chiamata con evidenti ripercussioni negative nei confronti dei lavoratori.

I chiarimenti. In merito al caso specifico della coop, il ministero richiama la disciplina della legge n. 142/2001 ai sensi della quale il socio lavoratore, oltre al rapporto associativo, instaura con la società un ulteriore rapporto di lavoro in forma subordinata o autonoma, da cui conseguono ex lege determinati effetti giuridici. Secondo il ministero deve ritenersi compatibile con la posizione del socio lavoratore che abbia instaurato con la cooperativa un rapporto di lavoro subordinato, il principio generale secondo cui quando il dipendente offre la sua prestazione e questa non viene accettata per ragioni imputabili all'organizzazione del datore di lavoro, quest'ultimo risulta ugualmente tenuto al pagamento della retribuzione dovuta per l'orario di lavoro pattuito. Ciò in quanto al datore di lavoro non è consentito ridurre unilateralmente l'orario di lavoro e conseguentemente la retribuzione ai dipendenti (articolo 1372 codice civile). Una diversa soluzione, argomento il ministero, potrebbe comportare il rischio del ricorso a un sistema volto ad occultare parte delle ore effettivamente lavorate e delle relative retribuzioni imponibili, in quanto la mancanza di un orario normale di lavoro, rende più ardua la verifica della correttezza della dichiarazione circa le ore e le giornate complessivamente lavorate. In conclusione, le società cooperative di produzione e lavoro, come ogni altra impresa, sono tenute a garantire ai propri soci lavoratori, con cui abbiano instaurato un rapporto di lavoro subordinato, l'effettivo svolgimento dell'orario di lavoro pattuito all'atto dell'assunzione, salvo accordi collettivi che introducano un orario di lavoro multiperiodale. L'unica eccezione, secondo il ministero, è quella del verificarsi di oggettive situazioni di crisi aziendale, deliberate dall'assemblea e risultanti da una riduzione del fatturato.

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