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Il lodo è assoggettato all'imposta di registro

del 09/03/2012
di: Antonino Russo
Il lodo è assoggettato all'imposta di registro
Il lodo è soggetto a imposta di registro e i contraddittori dell'arbitrato sono tutti obbligati in solido al pagamento, anche in presenza di successiva sospensione dell'esecutività di quest'ultimo. Questa è la conclusione resa dalla Ctr Lazio (sent. n. 788/2011) in una lite mossa da una società che eccepiva la propria estraneità al descritto pagamento erariale asserendone la debenza in capo al depositante il lodo presso la Cancelleria del tribunale.

Rilevata invece dai giudici la coerenza dell'imposizione con il combinato disposto di cui agli artt. 37 e 8 Tariffa - Parte I - del dpr 131/86, fonte che prevede la registrazione anche dei provvedimenti che dichiarano esecutivi i lodi arbitrali.

Il responso ha rimarcato che - ex art. 8 lett. c) della parte I della Tariffa all. A del dpr 131/86 - non vi è oggettiva differenziazione tra atti che definiscono una fase processuale innanzi alle autorità giudiziarie e quelli che concludono gli arbitrati, procedimenti ai quali è riconosciuta funzione sostitutiva del processo ordinario.

Tale assetto normativo impone al cancelliere l'obbligo di richiedere la registrazione riservandosi, secondo il medesimo grado di responsabilità, il pagamento dell'imposta ai soggetti obbligati in via solidale, cioè alle «parti in causa», così come stabilito dall' art. 54, comma 3, dpr n. 131/86, in relazione agli art. 57 e 10 medesima fonte.

In difetto è legittimo il potere dell'ufficio di riscuotere da qualunque dei soggetti solidalmente obbligati l'intera imposta dovuta.

Rigettata dal collegio anche l'eccezione relativa all'inesistenza del presupposto impositivo per intervenuta sospensione dell'efficacia esecutiva del lodo arbitrale da parte della Corte d'Appello; la Ctr ha considerato dirimenti l'inopponibilità al terzo (rectius: al fisco) del provvedimento di sospensione che incide solo sulla esecutorietà del lodo, nonché l'art. 37 dpr 131/86 che assoggetta a imposta gli atti dell'autorità giudiziaria (compreso quello che dichiara esecutivo il lodo) indipendentemente dalla loro impugnazione. L'imponibilità nasce pertanto nel momento di formazione dell'atto e l'assolvimento del tributo, liquidato sull'atto registrato, è di natura provvisoria fino al conguaglio, positivo o negativo, da differirsi al momento dell'emissione della sentenza, successiva alla impugnazione, passata in giudicato.

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