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Sconti agli apprendisti e più chiarezza sulla riforma

del 07/03/2012
di: di Simona D'Alessio
Sconti agli apprendisti e più chiarezza sulla riforma
Confermare gli sgravi vigenti per l'assunzione di apprendisti e rafforzare le agevolazioni per la conversione del rapporto alla fine del contratto. E fare chiarezza «sul progetto e sui numeri» della riforma del mercato del lavoro, perché finora il confronto «è stato come una partita di poker al buio». Rete Imprese Italia, la confederazione che raggruppa Cna, Confesercenti, Confcommercio, Confartigianato e Casartigiani si rivolge al governo, premettendo che «sarebbe inaccettabile allargare la flessibilità per le realtà più grandi, scaricando i costi sulle pmi», così come sarebbe «inopportuno» uno strumento unico di sostegno al reddito per tutti i comparti. Il terziario e l'artigianato, dice il presidente Marco Venturi, sulla contribuzione Inail «registrano un forte avanzo (9.378 milioni il primo e 10.333 il secondo nel lasso di tempo 2002-2011), mentre la gestione industriale, in deficit nell'ultimo biennio, lo scorso anno è salita a +500 milioni». Quanto, poi, alla cassa integrazione guadagni nel 2005-2011 «nei nostri settori la quota di utilizzo è stata pari al 14,8%, nell'industria al 75,3%», inoltre va sfatata «la diceria per cui la cig in deroga sarebbe prevalentemente appannaggio delle pmi», poiché nello stesso periodo, «nonostante il ricorso alle integrazioni salariali ordinarie e straordinarie, l'industria se n'è servita per circa il 39%». Rete Imprese, dunque, vuole collaborare per una buona riforma, evitando «abusi e patologie» nella flessibilità in entrata, però un serio restyling degli ammortizzatori va fatto, afferma Ivan Malavasi presidente Cna, mettendosi d'accordo su chi paga la cassa integrazione all'80%, «soprattutto per dare dignità e sostegno ai giovani che entrano nel mondo del lavoro».

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