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Depositi irregolari, non c'è cessione per l'Iva

del 06/03/2012
di: Franco Ricca
Depositi irregolari, non c'è cessione per l'Iva
I movimenti di beni nell'ambito di un contratto di deposito irregolare, pur comportando trasferimento della proprietà, non danno luogo a cessioni agli effetti dell'Iva. L'imposta si applicherà quindi solo ai corrispettivi del servizio.

In caso di inadempimento dell'obbligo di conferimento o di restituzione dei beni, però, la «penalità» dovuta dal soggetto inadempiente, corrispondente al valore dei beni stessi, rappresenta il corrispettivo per l'acquisto. Questi i principi che si desumono dalla risoluzione dell'agenzia delle entrate n. 22 del 5 marzo 2012, che fornisce chiarimenti in merito al trattamento ai fini dell'Iva delle operazioni di «stoccaggio virtuale» del gas naturale, ai sensi del dlgs n. 130/2010, poste in essere dal Gestore dei Servizi Energetici Spa (GSE) con i soggetti investitori e gli stoccatori virtuali.

In sintesi, il contratto tra il GSE e i soggetti investitori ha per oggetto la consegna di beni fungibili (gas naturale) allo stoccatore virtuale, il quale ha l'obbligo di restituirne altrettanti della stessa specie e qualità. La risoluzione osserva che tale servizio, secondo la modalità «consegna e ritiro», è riconducibile allo schema del contratto di deposito irregolare di cui all'art. 1782 c.c., nel quale si realizza il trasferimento della proprietà in capo al depositario, ma la cui causa consiste comunque nell'affidamento in custodia dei beni con l'obbligo del depositario di restituzione. In questo contesto, la consegna del bene al depositario non è manifestazione della volontà di effettuare una cessione, mentre la successiva riconsegna al depositante rappresenta l'adempimento dell'obbligo di restituzione.

I suddetti passaggi del bene non costituiscono quindi cessioni, mentre rileva ai fini Iva, come prestazione di servizio, il compenso dovuto per l'attività resa dal depositario.

Nella fattispecie, infatti, i contratti tra GSE e soggetti investitori e tra GSE e stoccatori virtuali integrano prestazioni di servizi, e il corrispettivo pattuito rappresenta la remunerazione del servizio di stoccaggio e non il prezzo del gas consegnato.

Quanto agli importi dovuti in occasione dell'inadempimento degli obblighi di consegna e riconsegna del gas, l'agenzia osserva che, in tale ipotesi, viene meno la fattispecie della «consegna e ritiro», in quanto di fatto si realizza soltanto la fase della consegna o la fase del ritiro del gas.

Ferma restando, dunque, l'anzidetta qualificazione del contratto, il pagamento di tali importi assume rilevanza ai fini dell'Iva. Nonostante siano qualificati «indennizzo», tali importi sono infatti pari al prezzo di mercato del gas, per cui l'agenzia ritiene che, nell'ipotesi di inadempimento da parte del soggetto investitore dell'obbligo di consegna del gas, l'importo dovuto da quest'ultimo costituisce il corrispettivo della corrispondente quantità di gas che il soggetto investitore ritirerà secondo contratto, per cui si realizza tra il predetto soggetto e il GSE una cessione di gas naturale da assoggettare ad Iva all'atto del pagamento. Lo stesso dicasi per l'importo che lo stoccatore riceve dal GSE a fronte dell'obbligo di consegnare ugualmente al soggetto investitore anche la quantità di gas da questi non consegnata.

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